Prima / ATTUALITÀ / Economia / Import-export: cresce l’attivo Saldo negativo con la Cina

Import-export: cresce l’attivo Saldo negativo con la Cina

Non sono soltanto le vendite di auto a segnalare che è in corso una ripresina (+15,8% di immatricolazioni nel 2015 rispetto al 2014). L’Istituto nazionale di statistica (Istat) ha appena diffuso i dati relativi alla bilancia dei pagamenti per il mese di novembre 2015: sono aumentate sia le importazioni che le esportazioni.
L’attivo è stato di 1 miliardo di euro in più rispetto a novembre del 2014: in totale 4,4 miliardi contro 3,4 miliardi.
Da gennaio a novembre 2015, l’attivo era a 39,2 miliardi, in crescita di 3 miliardi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’Istat elenca anche i settori e i Paesi che hanno fatto raggiungere questi risultati.

CRESCONO SIA LE ESPORTAZIONI CHE LE IMPORTAZIONI DI AUTO
A novembre 2015, dunque, la crescita tendenziale delle esportazioni ha riguardato, soprattutto, le vendite di autoveicoli (+21,6%) e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+12,1%). Negli stessi settori sono cresciute anche le importazioni: +31,1% degli acquisti di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici e +16% degli acquisti di autoveicoli. C’è stato anche un forte calo nell’import di petrolio greggio (-30,2%) e di prodotti petroliferi raffinati (-25,3%).
Per quanto riguarda i Paesi, l’aumento tendenziale delle esportazioni (+6,4% la media) è molto sostenuto verso Giappone (+21,4%), Belgio (+18,5%), Austria (+16,7%), Spagna (+16,3%) e Romania (+13,5%).

SURPLUS NEGLI SCAMBI CON GLI USA
A novembre del 2015 la bilancia commerciale era attiva nei confronti di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Svizzera e per i Paesi cosiddetti Eda, cioè Economie dinamiche dell’Asia (Singapore, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong, Malesia e Tailandia).
I principali saldi negativi (l’import è stato maggiore dell’export) riguardano Cina, Paesi Bassi, Germania, Russia e Belgio.

ATTIVO DI 70 MILIARDI, ESCLUSO L’IMPORT DI ENERGIA
Se togliamo i soldi spesi per importare petrolio e gas, l’attivo del 2014 (fino a novembre) è stato di 70,2 miliardi di euro.
Non male per un Paese in crisi. Sono cifre che indicano un paio di cosette: 1) le aziende attrezzate per l’export vanno alla grande; 2) le aziende “assistite” e/o “aiutate” dal variegato e vasto mondo del comparto pubblico non ce la fanno a resistere; 3) la redistribuzione dei soldi in più non tiene presente la giustizia sociale (per cui aumentano i ricchi mentre cresce la povertà diffusa).
Giuseppe Spezzaferro

Vedi anche

Quarto, la camorra, i cinquestelle e il pm che arrestò il principe di Savoia

Nel piccolo Comune di Quarto (circa 40 mila abitanti ad una ventina di chilometri da …

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close