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ATTACCO AL CUORE DELL’AFRICA Strage di turisti in Burkina Faso: armati qaidisti assaltano un hotel contrattacco delle “teste di cuoio”

In Burkina Faso si va per le spicce. Ieri sera (venerdì 15) un gruppo armato ha fatto irruzione in un albergo frequentato da turisti, sequestrando clientela e personale. Prima dell’alba le “teste di cuoio” locali hanno fatto piazza pulita. La conta delle vite umane non è ancora definitiva ma sono più di una ventina i morti e una quarantina i feriti. Il governo ha fatto sapere che fra gli ostaggi liberati (più di 60) c’è anche il ministro del Lavoro Clément Sawadogo.
Pare che nella squadra d’assalto ci fossero anche agenti francesi e americani. Avremo mai una conferma?
Intanto, l’ambasciatore francese ha espresso dei dubbi sulla rapidità dell’operazione dicendo che verso le 8 di mattina di oggi (sabato 16) si sentivano ancora spari. A conferma che non tutti gli ostaggi sono stati liberati c’è l’assenza di comunicati sul numero dei combattenti qaidisti. Non sappiamo né quanti fossero, né quanti siano stati uccici.
A rivendicare l’assalto all’albergo nella capitale Ouagadaougou è stata, infatti, l’organizzazione conosciuta come Al-Qaida. Ricordo che la nascita del movimento sunnita più attivo nella “guerra di liberazione islamica” si deve agli Stati Uniti, come ebbe a dichiarare Osama bin Laden, il capo ucciso dopo una lunga caccia degli americani. Come oggi è a tutti noto, l’organizzazione era nata per combattere i russi in Afghanistan; e questo spiega molte cose giacché in quegli anni era Washington a finanziare, armare e addestrare i guerriglieri.

MORTI IN UN BAR ITALIANO
Accanto all’hotel Splendid, occupato militarmente per poche ore dal gruppo armato facente capo alla “sezione” di Al-Qaida nel Maghreb, c’è un bar il cui nome, “Le Cappuccino”, è chiaramente made in Italy. I morti nel bar sono circa una decina.
La “rivendicazione” (ma tocca aspettare perché quando si tratta di “terrorismo” la disinformazione è la regola) recita che è stata “una vendetta contro la Francia e l’Occidente infedele”.

COLONIA FRANCESE
In effetti, prima che diventasse “la terra degli uomini integri” (questo significa Burkina Faso in un dialetto locale), la colonia africana incastrata tra Mali, Niger, Benin, Togo, Ghana e Costa d’Avorio (come mai a nessuno è venuto in mente di parlare di “attacco al cuore dell’Africa”?), si chiamò Alto Volta quando negli Anni Sessanta ottenne l’indipendenza dalla Francia. La lingua ufficiale, comunque, è rimasta il francese.
Dal giorno dell’indipendenza ad oggi non si contano i colpi di Stato e le “rivoluzioni” con l’inevitabile carico di morti. Non sarebbe azzardato ipotizzare che l’attacco sia stato fatto per dare una mazzata al turismo e quindi al governo in carica.

CACCIA AI TURISTI
Secondo autorevoli analisti di cose internazionali, molti attacchi “terroristici” (a cominciare dall’Egitto per finire alla Turchia) sono finalizzati a smantellare le attività turistiche creando grossi buchi nelle bilance dei pagamenti dei singoli Paesi presi di mira.
In breve: i morti stranieri fanno calare il turismo, mettono in crisi i governi locali, danno visibilità a attori “emergenti”. Un gruppo che voglia farsi un nome deve fare prima un po’ di morti, altrimenti nessuno lo prende sul serio.

COME I SASSI DAL CAVALCAVIA
Ma c’è dell’altro. Adesso qualcuno storcerà il naso ma chiedo: ricordate i ragazzi che tiravano sassi dai cavalcavia sulle autostrade? Forse che “dietro” c’era un’organizzazione “brigatista” o di “chiara marca fascista” oppure del “terrorismo internazionale”? C’erano ragazzi che, per stupido spirito imitativo, si mettevano a lanciare pietre perché televisioni e giornali avevano lanciato l’allarme a proposito di questa insorgente “moda giovanile”.
Fermo restando che il dovere del cronista è innanzitutto quello di dare la notizia, mi permetto di osservare che i toni usati di regola sono da terrorismo culturale. Oramai i media non sanno fare a meno di strillare e terrorizzare. Che si tratti della foresta amazzonica che brucia (a proposito, non se ne parla più; ha forse smesso di bruciare?) o del pesce inquinato dal mercurio, il tono è sempre millenaristico, cioè da fine del mondo.

TERRORISTI FAI-DA-TE
I sassi scagliati sulle auto che sfrecciavano sull’autostrada non ricordo quante persone uccisero o ferirono, ma ricordo perfettamente che, dopo i primi casi denunciati da politici e cronisti millenaristi, ci fu una vera escalation. L’effetto imitativo (che conoscono a perfezione i pubblicitari) è difficilissimo da fermare.
Per cui, insisto: molti dei “terroristi” che uccidono in nome di Allah sono spontanei imitatori che non fanno capo a nessuna organizzazione. Sono terroristi fai-da-te, ma, purtroppo, uccidono come i militanti delle grosse organizzazioni e sono perfino più pericolosi. Non c’è intelligence che tenga quando si tratta di “spontaneismo armato”.

E LA TURCHIA FA LA GUERRA ALLA RUSSIA
Come impedire la diffusione del fenomeno? La ricetta la sapete: convincere i musulmani che non ce l’abbiamo con loro e che nessuno al mondo li potrà più maltrattare senza pagare pegno.
Sugli sviluppi delle cose turche (detto così fa ridere, ma è tutto da piangere) nonché sulle “esternazioni” del presidente Recep Tayyip Erdogan (ha fatto mettere le manette perfino ai professori universitari firmatari di un appello per una soluzione pacifica della questione curda), mi limito a sottolineare soltanto che avevo riportato la notizia dell’arresto di tre russi come anticipo della politica anti-Putin di Ankara. La Turchia ha scelto di fare la guerra alla Russia.
Giuseppe Spezzaferro

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