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IL MESSAGGIO QUIRINALIZIO Le rivelazioni del presidente Mattarella hanno surclassato quelle di Fatima

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha aperto il tradizionale messaggio di fine anno con una verità nota soltanto a lui e pochi altri eletti.
«L’anno che sta per concludersi – ha dichiarato – ha recato molte novità intorno a noi: alcune positive, altre di segno negativo».
Ma vi rendete conto? Mica è pizzi e fichi. Qui il gostwriter (cioè il giornalista che scrive i discorsi) del quale non faccio il nome per pietà batte tutti i record dell’ovvio. È un vero campione di luogocomunismo. «Com’è andata la giornata?»: chiede lei premurosa. E lui: «Così e così: in alcuni momenti buona, in altri proprio pessima». Per maggiori particolari, telefonare al Quirinale.

LA STRADA DELL’OVVIO
Una volta imboccata, la strada dell’ovvio è difficile lasciarla. E Mattarella ha continuato: «Il lavoro manca ancora a troppi dei nostri giovani». Davvero? Non l’avremmo mai sospettato. Meno male che ce lo ha detto lui. Tutto qua? Sehhhhhh! «Accanto a loro – ha aggiunto imperterrito – penso a tante persone, quarantenni e cinquantenni, che il lavoro lo hanno perduto…». No, questo è troppo. Mai avremmo immaginato che in Italia ci fosse il problema degli esodati (che il presidente non ha citato perché lui è una persona garbata e non vuole fare la figura dell’impiccione) e le disgrazie di tanti quaranta-cinquantenni rimasti a spasso. Non vi sembra, però, che il capo dello Stato sia stato leggermente maschilista? Sbagliate. Il presidente non può essere uomo di parte e infatti ha ricordato: «Penso all’insufficiente occupazione femminile». Ora sì che l’ha citati tutti: giovani, meno giovani e donne.

IL SUD E ALTRI… CASI
A questo punto non poteva mancare la rivelazione-madre: «Il lavoro manca soprattutto nel Mezzogiorno». Glielo vogliamo dare, sì o no, un bell’Oscar per la sceneggiatura?
Mi è difficile trovare nel lungo discorso una qualche novità vera.
L’evasione fiscale? Solita tiritera: «Le tasse e le imposte sarebbero decisamente più basse se tutti le pagassero».
L’inquinamento? Serve – udite! udite! – «un comune impegno da parte di tutti».
Il terrorismo? «Il terrorismo ci vuole impaurire e condizionare. Non glielo permetteremo».
L’immigrazione? «Il fenomeno migratorio nasce da cause mondiali e durerà a lungo».

MEGLIO I MIEI TEMINI ALLE ELEMENTARI
Non me la sento di continuare. Non per vantarmi, ma i temini che scrivevo alle elementari avevano più spessore. Il capo dello Stato (ma vi rendete conto?) è entrato a casa nostra come fanno i preti. Tu fai vedere tutti i problemi, mostri le piaghe, racconti i dolore e loro dicono: «Abbi fede, vedrai che con l’aiuto di Dio…». Sergio Mattarella ha citato papa Francesco (parlare di Dio sarebbe stato offensivo per fedeli di altre religioni) e s’è complimentato con l’Italia che è bella assai e con gli italiani che sono tanto bravi.
L’unico dato che mi ha fatto davvero piacere è che non ha parlato bene di Matteo Renzi. Anzi, non l’ha proprio citato. Quando si dice l’ingratitudine umana!
Giuseppe Spezzaferro

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