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A Gerusalemme il matrimonio dell’orrore In Cisgiordania i soldati israeliani uccidono

Non sempre le semplificazioni aiutano a comprendere. Prendiamo il video di una festa di nozze dove fanatici ebrei esultano per una famiglia palestinese sterminata da un incendio appiccato alla loro abitazione. I commentatori parlano di un video che ha scioccato il mondo. Perché? Forse che i fanatici siano soltanto musulmani incazzati? e gli ebrei siano tutti brava gente? I sensi di colpa, che tuttora, grazie alla memoria continuamente alimentata, angosciano l’Europa che fu malvagia con gli ebrei, sono gigantesche fette di prosciutto. Per cui: gli ebrei sono vittime innocenti, i muri che costruiscono non sono razzisti come i muri ungheresi, chi combatte per difendere la propria terra minacciata dall’espansionismo israeliano è un terrorista, e, dulcis in fundo, chi critica Tel Aviv è uno sporco antisemita.

LA RELIGIONE LAICISTA
Fino a qualche tempo fa, qualcuno riusciva a capire la differenza tra antisemitismo e antisionismo, ma da quando Israele ha dichiarato che l’antisionista è un antisemita si sono tutti adeguati. Chi avrebbe mai il coraggio di non conformarsi? di sfidare le leggi che tutelano verità rivelate? I cosiddetti laici stanno sempre a combattere contro i preti e le loro ingerenze. L’anticlericalismo è, però, un passaporto per accedere ad un altro paradiso, quello laicista. E chi non ripete le giaculatorie imposte dalle norme va in galera, che in questo caso fa le veci dell’inferno.
È pericoloso anche far notare che una persona solidale con il popolo palestinese non può essere antisemita essendo gli arabi anch’essi semiti. Niente da fare. Non si ammettono ragionamenti: è una questione di fede e chi non ce l’ha va incarcerato. Punto e basta.

LA SPOSA ESTREMISTA DI DESTRA
La bisboccia nuziale per una sposa che i media israeliani hanno definita “estremista di destra” ha fatto il giro delle televisioni e poi ha invaso il web. Fa davvero impressione vedere i festaioli che ballano pugnalando la foto di un piccolo palestinese di 18 mesi bruciato vivo.
Girato a Gerusalemme (che Israele si sta mangiando un pezzo alla volta con gli insediamenti “spontanei”) il video risale alla fine di novembre scorso ed è stato mandato in onda ieri (mercoledì 23 dicembre 2015) da “Channel 10”.
Quel ballo miserabile testimonia, ripeto, che anche il popolo eletto (da chi?) genera stronzi.
Come si fa a non condannare tanta malvagia stupidità? Infatti, nessuno a Tel Aviv li difende e si profilano arresti e processi.

SE UN PALESTINESE CON UN CACCIAVITE…
Meno male che sono tutti estremisti di destra, così Israele ne esce con le mani pulite. Poteva andare peggio. Poteva succedere che dei soldati israeliani con giubbotti antiproiettili, caschi integrali, tute protettive e armati fino ai denti si mettessero a sparacchiare contro un palestinese (uno solo) con in mano un cacciavite. Sì, un cacciavite. Non una molotov, un coltello, un’ascia. Un cacciavite. Ed è successo vicino Hebron.
Una nota dell’esercito israeliano recita: «Le forze hanno risposto all’imminente minaccia, sventato l’attacco e sparato all’autore, che è morto». Da quelle parti va così: un pericoloso terrorista arabo armato di un letale cacciavite ha vita breve, perché Israele sa difendersi e non deve spiegare niente a nessuno.

L’IMBROGLIO DELLE PAROLE
Forse non tutti sanno che l’esercito di Tel Aviv si chiama “Tsahal”, cioè forza di difesa. Allo stesso modo il gruppo terrorista ebraico che cacciò via gli inglesi a colpi di bomba si chiamava “Haganah”, che, indovinate un po’?, significa “difesa”.
Niente di strano in un mondo nel quale i bombardamenti aerei si chiamano “missione di pace” e l’assassinio politico indotto (Saddam, Gheddafi etc.) si chiama “vittoria della democrazia”.

LA DIFESA DEGLI INSEDIAMENTI “SPONTANEI”
Nell’insediamento illegale israeliano di Ariel in Cisgiordania, un altro terrorista, stavolta davvero pericoloso perché armato addirittura di un coltello, è stato prontamente abbattuto dai servizi di sicurezza schierati a difesa (sì, c’è poco da ridere, a difesa) di un altro pezzo di terra occupato manu militari da Israele. Il governo israeliano a parole condanna i “coloni” che occupano a mano armata terre palestinesi e nei fatti li protegge dalla “violenza” degli sfrattati.
Un altro terrorista ha cercato di investire con l’auto un gruppo di pacifici militari israeliani i quali hanno reagito crivellandolo di proiettili.

L’ESERCITO DI TEL AVIV UCCIDE ANCHE A RAMALLAH
Ci sono stati disordini anche in un campo di rifugiati palestinesi a Ramallah e i soldati del “Tsahal” sono stati costretti a sparare, per difesa, ovviamente, seminando la morte.
Non c’è bisogno di scomodare esperti e analisti (e men che mai quelli che stanno sempre in tv a spiegare le cose) per concludere che la rabbia è stata scatenata dal video dei ballerini israeliani che brandiscono armi varie (e vere) inneggiando alla morte sul rogo di una famiglia di palestinesi.

SPERO CHE IL NATALE CI PROTEGGA
Siamo nel pieno dei festeggiamenti natalizi e spero vivamente che, fra cenoni e scambi di regali, il matrimonio dell’orrore sia presto diluito nel calderone delle vittime dei botti, degli incidenti stradali e del discorso quirinalizio. Temo che, se i riflettori restassero accesi su Tel Aviv e dintorni, saremmo colpiti da un paio di attentati dei soliti terroristi inneggianti ad Allah. Un attacco, per esempio, a Zurigo (solito titolo facile: Colpito il cuore dell’Europa) farebbe dimenticare i barbari del video matrimoniale, i morti ammazzati dalla “difesa” israeliana e l’ennesimo insediamento “spontaneo”. Spero proprio che non accada, sennò i Palestinesi resteranno ancora più soli.
L’altro giorno in un bar di paese ho sentito dire: «Tirassero le bombe atomiche e li ammazzassero tutti… maledetti arabi». Notate una differenza con gli esaltati del matrimonio estremista di Gerusalemme? La vera democrazia è quella della fessaggine equamente distribuita. Sarebbe da ridere, se non fosse per gli stupidi ignoranti armati (da chi, è top secret).
Giuseppe Spezzaferro

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