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Istat: ecco le regioni che esportano di più +408,8% le vendite di auto dalla Basilicata

L’Istat informa che, nei primi nove mesi di quest’anno, tra le regioni che hanno contribuito di più all’export la Basilicata ha registrato un vero e proprio boom: +154,3%. Il dato è ancora più considerevole se si considerano le sole vendite all’estero di autoveicoli: +408,8% e se si prende in esame la crescita della sola provincia di Potenza: +206,7%. A seguire, ecco le altre regioni che hanno esportato di più: Lazio (+13%), Piemonte (+8,7%), Veneto (+5,8%), Emilia-Romagna (+3,9%) e Lombardia (+2,1%). Sono cresciute anche le esportazioni di Friuli-Venezia Giulia (+6%), Toscana (+2,1%), Bolzano (+7,6%), Abruzzo (+3,8%), Campania (+2,7%), Sardegna (+4,7%), Umbria e Trento (+4% per entrambe). In soldoni, da gennaio a settembre l’export è stato pari a più di 307 miliardi di euro (per l’esattezza: 307.278 milioni; +4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso).

EXPORT VERSO PAESI UE ED EXTRA
Guardando agli incrementi delle vendite verso i Paesi dell’Unione europea, è nettamente in testa ancora la Basilicata con un +208,7%. Seguono a grande distanza: Lazio (+13,1%), Veneto (+5,4%), Emilia-Romagna (+2,8%) e Lombardia (+2,2%). La media dell’aumento delle vendite delle regioni italiane verso i paesi Ue è stata del +3,7%.
Per quanto concerne la crescita dell’export nazionale verso i mercati extra Ue (+4,7%), l’Istituto di statistica scrive che le regioni che hanno contribuito maggiormente al risultato sono state: Piemonte (+18,2%), Lazio (+12,8%), Veneto (+6,2%), Emilia-Romagna (+5,2%) e Lombardia (+2,1%). Si rileva un importante aumento dell’export verso quest’area d’interscambio anche per Puglia (+12%), Friuli-Venezia Giulia (+9,8%) e Toscana (+2,7%).

SICILIA IN CALO
Sono invece in diminuzione le vendite verso i mercati extra Ue per Liguria (-13,6%), Sicilia (-6,7%), Marche (-6,6%) e Abruzzo (-7,5%). In generale, il calo delle vendite all’estero di Sicilia (-9,1%), Liguria (-5,3%), Marche (-2,7%) e Puglia (-0,4%) rallenta la crescita dell’export nazionale.
L’analisi regionale per mercati di sbocco mostra come nel corso dei primi nove mesi del 2015 la crescita registrata per l’export nazionale sia positivamente influenzata dall’incremento delle vendite di Piemonte (+73,7%), Emilia-Romagna (+22,3%), Lombardia (+15,1%), Veneto (+18,7%), Toscana (+21,3%) e Friuli-Venezia Giulia (+33%) verso gli Stati Uniti e del Lazio verso il Belgio (+36,7%). La flessione delle vendite verso la Russia è particolarmente marcata per Lombardia (-31,5%), Emilia-Romagna (-31,9%) e Veneto (-32%).

PARTITE IVA
Contribuiscono invece a rallentare la crescita delle esportazioni nazionali le ampie flessioni delle vendite all’estero registrate per i prodotti petroliferi raffinati da Sicilia (-19,4%) e Toscana (-85,2%) e di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, da Lombardia (-4,9%) e Puglia (-37,4%).
Per quanto riguarda la Basilicata, vanno annotate anche le cifre fornite dal ministero dell’Economia e delle Finanze relative all’Iva nel mese di ottobre, quando sono state aperte 45.737 nuove partite Iva (+1,4% rispetto a ottobre 2014) con un +20% in Basilicata.
Il 41,5% delle nuove aperture, scrive il Mef, è localizzato al Nord, il 24,5% al Centro e il 33,8% al Sud e Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso mostra incrementi significativi in Toscana (+32,7%), Basilicata (+20%) e Liguria (+13,3%), mentre le flessioni più consistenti si rilevano in Sardegna (-10,5%), Campania (-8%) e Sicilia (-7,2%).
Insomma, i segnali positivi, che pure ci sono, evidenziano che in Italia lo sviluppo persiste ad essere a macchie di leopardo. Se c’è un’Europa a due velocità, l’Italia è ancora più scombinata.
Giuseppe Spezzaferro

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