Prima / ATTUALITÀ / Economia / La Banca d’Italia non stampa soldi e non vigila. Ma a cosa serve?

La Banca d’Italia non stampa soldi e non vigila. Ma a cosa serve?

La Banca d’Italia stampava moneta e vigilava sulle banche. La prima funzione è scomparsa da quando c’è l’euro, la seconda non ha mai funzionato come dimostrano i casini di tante banche grosse e piccole. A che serve, dunque? A mantenere una pletora di funzionari superpagati, ad occupare una marea di edifici in tutta Italia. Ci sono sedi, succursali, impianti sportivi e garage dappertutto. A via Nazionale a Roma c’è la sede centrale a Palazzo Koch, ma nella stessa strada ci sono molti altri uffici. E ci sono uffici vicino Termini e altri sulla Tuscolana e altri ancora. Non c’è città dove non ci sia un palazzo occupato da Bankitalia. È una struttura gigantesca. Per fare cosa? A stampare l’euro ci pensa la Banca centrale europea e la vigilanza sulle banche lascia molto a desiderare.

IL CAPO DELLA VIGILANZA
L’altro giorno il capo del dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria di Bankitalia Carmelo Barbagallo ha candidamente dichiarato alla sesta commissione della Camera: «È bene tuttavia fugare ogni illusione riguardo alla possibilità di evitare del tutto crisi di banche, specie in contesti di eccezionali difficoltà economico-finanziarie. L’esperienza di tutti i paesi mostra che le norme, i controlli di vigilanza, i meccanismi di intervento e i poteri sanzionatori possono ridurre – ma non azzerare – la probabilità delle crisi e il loro impatto sulle funzioni critiche svolte dagli intermediari, sulla stabilità complessiva, sull’economia reale. Le riforme in atto, a livello globale e nell’Unione Europea, mirano a rendere questa probabilità la più bassa possibile».
Barbagallo ha chiesto più poteri per la Banca d’Italia, sapendo che la vigilanza non potrà mai essere completa. Ci sarà sempre qualche banca che sfuggirà ai controlli.

POLEMICHE A PARTE
Lascio da parte le polemiche sulle banche che si spartiscono la proprietà della Banca d’Italia e nemmeno cito la vexata quaestio sintetizzata nel quesito “a chi appartiene la moneta?”.
Non chiedo per quale motivo la Banca centrale europea presti i soldi alle banche che a loro volta li prestano allo Stato guadagnando quattrini senza sforzo. Lo Stato, cioè noi tutti, paghiamo il costo del denaro più volte, mentre non dovremmo pagarlo per niente.
Di tutto questo qui non ne parliamo. Dovremmo puntare l’attenzione sul fatto che la Banca d’Italia ha perso una funzione (praticamente quella per la quale fu fondata) dal momento che non stampa più i soldi. In più, non riesce a vigilare come dovrebbe.

IL MOMENTO DI CAMBIARE
L’audizione di Barbagallo è stata, comunque, interessante sui capitoli relativi alla crisi, alla solidità del sistema bancario italiano e sui “meccanismi” (dovrei dire “trucchi”) inventati per non far fallire un bel numero di banche. Sarebbe costato meno restituire ai risparmiatori ciò che le banche gestivano per loro. Ma che fine avrebbero fatto presidenti, consiglieri eccetera ecceterone? La tutela del risparmiatore diventa un effetto collaterale del salvataggio dei banchieri.
È giunto il momento di mettere un po’ d’ordine nel sistema creditizio e finanziario. Nel resto d’Europa l’hanno già fatto.
Giuseppe Spezzaferro

Vedi anche

Il nemico degli Italiani più pericoloso è la Pubblica amministrazione

Sappiamo tutti che l’Italia soffre per i guai combinati dalla classe politica dominante. Inutile andare …

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close