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ISTAT: È DECRESCITA Gli Italiani corrono verso l’estinzione Nascerà un nuovo popolo. Di immigrati

Gli Italiani non fanno più figli. I dati Istat ci dicono che al 1° gennaio del 2014 erano nati 427.529 italiani e ne erano morti 592.572. Il saldo naturale era di -165.043. Di questo passo è matematicamente certo che il popolo italiano corra verso l’estinzione. Se ogni anno muoiono più persone di quante ne nascano, la fine è sicura come la morte.
A molti ciò non interessa. Sono scomparsi i Fenici, i Babilonesi, gli Assiri… non è un dramma se scompaiono gli Italiani. Per i molti, ciò che conta è come organizzare le vacanze sulla neve oppure, in tempi di crisi, come pagare il mutuo della casa.
La globalizzazione dei consumi ha portato l’omogeneizzazione dei consumatori e, di conseguenza, la perdita dell’identità.
Sono sempre di più coloro che si autoproclamano “cittadini del mondo” per cui l’essere italiano o spagnolo oppure cinese è una questione di caso. Ho sentito dire: «Sarei potuto nascere in qualsiasi altro posto. Sono cittadino italiano per pura combinazione. Se avessi potuto scegliere, sarei nato volentieri a Los Angeles».

LA MUSICA NON È PER I SORDI
Lasciamo stare i temi del destino, dell’appartenenza, delle radici… una musica, brutta o bella che sia, un audioleso non la può sentire.
Torno alla sopravvivenza della italica gente.
Accertato che non fare figli è un suicidio collettivo, diamo un’occhiata anche ai dati relativi agli immigrati. Accusati di rubare il lavoro agli italiani, di rubare, trafficare, delinquere etc. etc. (non tutti gli stranieri sono onesti, né tutti i francesi o tutti gli americani e nemmeno tutti gli italiani che strillano contro ladri e farabutti) fino a qualche anno fa “aggiustavano” il bilancio demografico, compensando con i loro figli.

GLI STRANIERI NON COMPENSANO IL CALO
Ebbene, l’Istat ci informa che i 4.922.085 immigrati regolari presenti al 1° gennaio del 2014 hanno avuto 75.067 figli e 5.792 morti (dal che si comprende come la loro età media sia molto più bassa della nostra, che conta più ultrasessantenni che diciottenni). Grazie agli stranieri il saldo naturale si è ridotto a -95.768: la decrescita, dunque, pare inarrestabile.

MAGNA GRECIA O AMAZZONIA?
La situazione non è buona: abbiamo una popolazione autoctona vecchia e moribonda e milioni di nuovi cittadini giovani e fertili. Non sarebbe una novità storica. È già successo in passato che gli immigrati abbiano sostituito le popolazioni locali. Faccio soltanto l’esempio della Magna Grecia (dato che ora ci abito) dove l’unione degli immigrati con gli stanziali diede vita ad una grande civiltà.
Però non è andata sempre bene. Gli immigrati negli Usa fecero sparire tutti i nativi americani come pure hanno fatto gli immigrati in Australia.

GLI INDIOS E CHE GUEVARA
Faccio notare, di straforo, che quelli stessi appassionati difensori degli indios amazzonici, degli aborigeni australiani e dei tibetani decimati dai cinesi, sono i “cittadini del mondo” che non percepiscono la propria identità italiana.
Sono le contraddizioni di questa società confusa, per cui il pacifista sfila nel corteo indossando la maglietta del Che.

EMIGRANTI ITALIANI
Ci sono altri dati Istat da tenere, purtroppo, più che presenti. Negli ultimi cinque anni sono aumentate le emigrazioni: siamo passati da 67 mila a 136 mila emigranti.
Le principali mete per gli italiani emigrati nel 2014 sono state la Germania, il Regno Unito, la Svizzera e la Francia. Ancora più grave è l’aumento dei laureati che hanno lasciato l’Italia: nel 2014 sono stati 20 mila con un aumento del 3,4% rispetto al 2013. Parlare della fuga dei cervelli, comunque, pare non sia più di moda.

CRESCONO RUMENI E MAROCCHINI
Per quanto riguarda gli immigrati, nel 2014 sono entrati 51 mila rumeni, 18 mila marocchini, 165 mila cinesi, 13 mila bengalesi, 11 mila albanesi e 11 mila indiani. Rispetto al 2013, rumeni, marocchini e cinesi fanno registrare un calo, rispettivamente, del 12,9%, del 9,9% e del 10%. Tuttavia, il calo relativo sull’anno precedente è più marcato per i cittadini moldavi (-53%), ecuadoriani (-42%), peruviani (-36%) e ghanesi (-33%). Viceversa aumentano le immigrazioni di cittadini pakistani (+23%) e bengalesi (+21%).
Sapendo che i cinesi non si mescolano con gli altri, ci avviamo verso una popolazione un po’ italorumena, un po’ italoindopakistana e un tantinello italomarocchina nell’ambito di una più vasta popolazione italoafricana.
Giuseppe Spezzaferro

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