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BAD BANK La smentita del governo Renzi conferma che non ha ancora un progetto

«In relazione alle notizie stampa secondo cui la Commissione europea sarebbe “da mesi” in attesa di proposte italiane sulla bad bank, si precisa che, all’avvio delle discussioni sul tema, il 4 febbraio 2015, sono seguiti innumerevoli scambi di corrispondenza, riunioni e teleconferenze tra il Ministero dell’economia e delle finanze e la Banca d’Italia da un lato, e gli uffici competenti della Commissione europea dall’altro lato». È quanto si legge in una secca smentita diramata dal ministero dell’Economia e delle Finanze (comunicato stampa n°223).

TUTTE CHIACCHIERE
Leggendo, però, il testo fino in fondo, scopriamo che la “indignazione” ministeriale si affida alla forma, ma non alla sostanza delle cose. E ce lo dicono le stesse teste d’uovo del Mef. Scrivono, infatti, gli autori del comunicato che «il 1° ottobre, la Commissione ha comunicato alle istituzioni italiane di prediligere un’impostazione radicalmente diversa del progetto».
La verità dei fatti, dunque, è che gli «innumerevoli scambi di corrispondenza, riunioni e teleconferenze», tanto pomposamente citati, non hanno prodotto alcun risultato perché l’Europa li ha cestinati chiedendo al governo italiano di presentare un progetto.

L’UE STA ASPETTANDO
Hanno detto il vero quei cronisti i quali avevano scritto in merito alla «attesa» europea di «proposte italiane sulla bad bank».
In effetti, la Commissione Ue non ha ricevuto alcuna proposta. È stata soltanto bombardata di chiacchiere (teleconferenze etc.) che non hanno portato ad alcunché di serio.

NON SONO NOTIZIE INFONDATE
La “bad bank” (dove si infilano tutti i crediti spazzatura) è necessaria ed urgente per la salute complessiva del sistema bancario italiano. Perché il governo Renzi continua a traccheggiare? e costringe i comunicatori del Mef a definire «del tutto infondate» le notizie in merito? La risposta è quantomai scontata.
Matteo Renzi ha già troppi nemici (dentro il Pd, in magistratura, all’università…) e non può aggiungere le banche perché il classico “molti nemici, molto onore” non funziona affatto quando si tratta di soldi. Le banche italiane vorrebbero fare una “bad bank” in modo da guadagnarci.

LE BANCHE NON MOLLANO
La tecnica usata è già stata collaudata: i passivi verrebbero spalmati tra i tartassati e gli attivi tra i banchieri. La solita privatizzazione dei profitti con annessa socializzazione delle perdite. All’Europa tutto ciò non interessa. Basta che Palazzo Chigi presenti finalmente il progetto.
La secca smentita del ministero, in conclusione, è grassa se non addirittura obesa (di chiacchiere).
Giuseppe Spezzaferro

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