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Il “raggio della morte” di Guglielmo Marconi rispunta in Inghilterra come “raggio traente”

La rivista scientifica britannica “Nature Communications” ha pubblicato uno studio intitolato “Holographic acoustic elements for manipulation of levitated objects”, nel quale i ricercatori delle università del Sussex e di Bristol spiegano come siano riusciti a spostare oggetti usando onde acustiche.
M’è venuto subito in mente mio padre, quando mi raccontava che Guglielmo Marconi aveva messo a punto un “raggio della morte” in grado di far precipitare gli aerei in volo. Il grande scienziato era morto nel 1937 e la sua invenzione sarebbe stata risolutiva nella seconda guerra mondiale. Mio padre era convinto (ma chi glielo avesse detto non me l’ha mai rivelato) che fossero stati i perfidi 007 inglesi a rubare studi e strumenti.

SUL LUNGOMARE DI SALERNO
Io ero un ragazzino e questa storia del “raggio della morte” l’ho sentita spesso. Passeggiando sul lungomare di Salerno, a volte babbo mi indicava una nave e faceva il gesto di tirarla a sé mentre mormorava: «Avremmo vinto la guerra, se Marconi avesse avuto il tempo di realizzare la macchina con il raggio della morte».
A ottant’anni dalla morte dell’inventore del telegrafo senza fili, dalla Gran Bretagna arriva la notizia dell’invenzione di questo “raggio traente”. La rivista spiega che il suono può far levitare oggetti di differenti formati e materiali attraverso l’aria, l’acqua e tessuti (“Sound can levitate objects of different sizes and materials through air, water and tissue”). Si tratta, per ora, di piccoli oggetti, ma dalla tecnica-base è agevole sviluppare, grazie alle tecnologie disponibili, strumenti più sofisticati e potenti.

LA FORZA DELLE ONDE ACUSTICHE
La forza delle onde acustiche mio padre me la spiegava mettendo una a fianco dell’altra tre monete da 100 lire, poi, tenendo ferma con un dito quella centrale, ci batteva contro la moneta di destra e, magicamente, quella di sinistra faceva un balzo in avanti. Non è, mi spiegava, la botta che la fa spostare, perché questa di mezzo la tengo ferma. Sono le onde acustiche che la spingono lontano.
E mi chiedeva uno sforzo di immaginazione: pensa, diceva, a una macchina capace di concentrare fortissime onde acustiche su un aereo o una nave…

IL MOSTRO NELLA GABBBIA
Mio padre non era uno scienziato dilettante. Era un impiegato comunale e sapeva due o tre cose di fisica. Una volta mi spiegò perché un fantomatico “mostro di montagna” rinchiuso in una gabbia poteva leccare le sbarre senza restare fulminato. Il fenomeno era presentato in un baraccone durante la Fiera del Crocifisso o alla Festa di San Matteo (cose che nella Salerno civilizzata dalla raccolta differenziata non si vedono più). L’imbonitore passava sulla gabbia uno scintillante filo elettrico a grande voltaggio. Si sentiva il rumore sfrigolante della corrente che correva lungo le sbarre, eppure al “mostro” rinchiuso nella gabbia la cosa non dava nemmeno un po’ di fastidio. Anzi, lo divertiva e saltellava da un punto all’altro cercando di afferrare il filo.

FARADAY IN FIERA
«È una gabbia di Faraday – mi spiegò babbo – per cui chi sta dentro non prende la scossa». Una scoperta di un secolo prima (il fisico britannico era morto a fine Ottocento) era diventato un’attrazione da fiera. Inutilmente, cercai di spiegare la stessa cosa (all’epoca sapevo tutto il procedimento, oggi non me lo ricordo più) ai miei compagni. S’erano tutti convinti che quello nella gabbia fosse un parente stretto dello Yeti, il mostro delle nevi. Contro l’ignoranza (che s’accompagna sempre alla presunzione) non c’è alcunché da fare.

LA PAZZIA DEL SESSANTOTTO
Uno degli elementi che meglio spiega come nel Sessantotto io fossi diventato una sorta di “invasato” è nella frase “Tutto si può spiegare a tutti” che scrissi sul manifesto di “Lotta di Popolo”. La vita me ne ha dimostrato la falsità. A 69 anni mi sono convinto del contrario: non si può spiegare niente a nessuno, perché se ci provi ti dicono immancabilmente: ma chi sei? perché ti senti in diritto di correggermi? credi di essere meglio di me? pensa ai fatti tuoi che io penso ai miei… e analoghe stupidaggini.
Sta di fatto, comunque, che il “raggio della morte” di Guglielmo Marconi è rispuntato in Inghilterra come “raggio traente”.
Giuseppe Spezzaferro

Per gli interessati (cioè chi ci capisce di fisica) incollo una sintesi da http://www.nature.com/ncomms/2015/151027/ncomms9661/full/ncomms9661.html

Sound can levitate objects of different sizes and materials through air, water and tissue. This allows us to manipulate cells, liquids, compounds or living things without touching or contaminating them. However, acoustic levitation has required the targets to be enclosed with acoustic elements or had limited manoeuvrability. Here we optimize the phases used to drive an ultrasonic phased array and show that acoustic levitation can be employed to translate, rotate and manipulate particles using even a single-sided emitter. Furthermore, we introduce the holographic acoustic elements framework that permits the rapid generation of traps and provides a bridge between optical and acoustical trapping. Acoustic structures shaped as tweezers, twisters or bottles emerge as the optimum mechanisms for tractor beams or containerless transportation. Single-beam levitation could manipulate particles inside our body for applications in targeted drug delivery or acoustically controlled micro-machines that do not interfere with magnetic resonance imaging”.

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