Prima / DIBATITTO / Società / Marino, l’Asfaltatore Il mezzo sindaco di Roma miseosercio

Marino, l’Asfaltatore Il mezzo sindaco di Roma miseosercio

Cosa si può fare incontrando un misantropo? Dall’antichissimo greco Timone, poi raccontato da Shakespeare, all’Alceste del grande Moliére, l’odiatore degli uomini ha ispirato poeti e artisti. Anche se a teatro ci spanciamo dalle risate, un po’ di misantropia cova in quasi tutti, toccando punte estreme negli animalisti.
Anche il misogino ha attraversato i secoli infilandosi nella letteratura, nel teatro, nelle arti figurative. È d’obbligo citare il Zarathustra di Nietzsche: «Vai dalle donne? Non dimenticare la frusta», dice una vecchia che la sa lunga. E certe donne, siccome è vietato frustarle, ti fanno davvero venire la voglia di metterle tutte in un missile e spararle nello spazio.

RARO L’ODIATOR DI SE STESSO
«Nec tecum, nec sine te», si lamentava Ovidio (e non solo lui) riconoscendo l’impossibilità di vivere senza la donna amata unitamente alla sofferenza di viverci insieme.
Evito di citare il misopògon, cioè l’odiatore della barba, perché richiederebbe un’approfondita trattazione e tralascio l’odiator di sé stesso che oggi è abbastanza raro.

TUTTI AMATOR DI SE STESSI
È assai diffuso, invece, l’innamorato di sé stesso, colui/colei che va alla ricerca della propria felicità senza badare agli altri.
Il politicante è il più grande amator di sé stesso. Egli usa qualsivoglia mezzo per arrampicarsi fino in vetta scalando l’infida catena montuosa del potere. Impara a dire le bugie con una incredibile faccia tosta: «Io avrei fatto questo? Ma si vergognino! In vita mia non ho mai, dico mai…» e via spergiurando.
Gli odi che il politicante nutre sono strumentali e, per questo, mutano a volte con repentina facilità.

CACCIA AL SAMPIETRINO
Il mezzo sindaco di Roma (ora pare diventato ex) coltiva da tempo un odio assoluto per i sampietrini. Dovunque sia possibile, li fa svellere per sostituirli con l’asfalto oppure li fa ricoprire di bitume e catrame.
I blocchetti di selce i Romani li chiamano “serci”, per cui forzando il verbo greco miseo, che è alla base di tutti gli odiatori, conio un “miseosercio”.

sampietr1
L’ANTESIGNANO DELL’ORO DI NAPOLI
Ignazio Roberto Maria Marino è un odiator del sercio, un miseosercio, dunque.
Scrivo il suo nome sempre per intero perché mi riporta inevitabilmente al “duca Alfonso Maria di Sant’Agata dei Fornari”, oggetto della pernacchia popolare nel film “L’oro di Napoli”.

SENZA ECCEZIONI
E la politica? Le dimissioni? I conti non pagati? E quelli del presidente del Consiglio Matteo Renzi? mah! qua ci vorrebbe altro che la pernacchia di Eduardo! E non soltanto per loro. Anche e soprattutto per chi crede che i politicanti paghino sempre i conti di tasca loro e non approfittino mai della loro privilegiata posizione. Che noia!
Giuseppe Spezzaferro

Vedi anche

Intellettuali, non prendetevela con il popolo-bue

Ci sono troppi intellettuali in giro che se la prendono con il popolo-bue perché corre …

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close