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Immigrati, il 41% dei bambini stranieri segue l’Islam e il 37,4% prega Cristo

A quale religione vengono educati i figli dagli stranieri residenti in Italia? Un’indagine Istat (“Condizione e integrazione sociale dei cittadini stranieri”, rivela che il 41% dei bambini di 0-5 anni segue la dottrina musulmana (circa 170 mila dei 415 mila totali) e il 37,4% quella cristiana (circa 156 mila), soprattutto cattolica (18,8%) e ortodossa (15,2%).
Il 6,3% non riceve alcuna educazione religiosa.
L’Istituto nazionale di statistica riporta nelle stime campionarie più recenti (periodo 2011-2012) che dei 3 milioni e 639 mila cittadini stranieri di 6 anni e più residenti in Italia è cristiano il 56,4% (2 milioni e 56 mila); fra questi il 27% è ortodosso, il 25,1% cattolico e il 2,7% protestante. Di fede musulmana è il 26,3% (957.057), mentre i buddisti sono il 3% circa (109 mila).
Si dichiarano atei in 258.639 (il 7,1%).

VA IN MOSCHEA CIRCA IL 60% DEI MUSULMANI
La partecipazione religiosa nei luoghi di culto è più diffusa tra gli stranieri cattolici (84,1%). Seguono gli stranieri protestanti (72,2%), gli ortodossi (70,8%) e quelli di fede musulmana (59,4%).
Tra i musulmani, sono i marocchini e i tunisini a dare una maggior importanza alla religione, che assume un ruolo significativo nella vita anche per gli indiani (il 64,4% di religione sikh e il 22,2% induista) e per i filippini. Un atteggiamento più distaccato sembra accumunare i cittadini provenienti dai paesi dell’Est Europa: la religione è importante per un cittadino su due. I cinesi appaiono ancora meno interessati alla religione: uno su cinque.

NON PREGA MAI IL 50% CIRCA DI CINESI E ALBANESI
Tra i cinesi e gli albanesi non prega mai rispettivamente il 47,3% e il 41,1%, oltre ad essere le comunità nelle quali è maggiore la presenza di atei (rispettivamente il 44,5% e il 17,8%).
Nella maggior parte dei casi gli stranieri ortodossi sono di nazionalità romena (62,2%), i buddisti in prevalenza cinesi (63,8%). I musulmani, oltre che di nazionalità marocchina (34,8%), sono anche albanesi (15,3%) e tunisini (8,3%); i cattolici sono romeni (11,7%), albanesi (10,7%), filippini (10,2%), polacchi (8,9%), peruviani (8,1%) ed ecuadoriani (7,1%).

BUDDISTA Il 64% DEI CINESI
Alcune religioni trovano tra gli stranieri il maggior numero di seguaci in Italia, in genere appartenenti ad una stessa comunità. È il caso della religione ortodossa, che trova tra i cittadini rumeni il maggior numero di fedeli stranieri (62,2%), similmente agli stranieri di confessione buddista, che provengono per la maggior parte dalla Cina (63,8%).
Le altre principali confessioni si caratterizzano, invece, per una diversificata provenienza geografica dei propri fedeli. È il caso dei musulmani, che provengono per lo più da Marocco (34,8%), Albania (15,3%), Tunisia (8,3%), ma anche da Pakistan, Macedonia e Senegal (con quote pari al 5% circa ciascuna), e dei cattolici, prevalentemente originari di Romania (11,7%), Albania (10,7%), Filippine (10,2%), Polonia (8,9%), Perù (8,1%) ed Ecuador (7,1%).
Gli atei per circa un quarto sono cinesi e per un quarto albanesi.

CRISTIANI IN MAGGIORANZA
La metà circa dei ragazzi stranieri tra i 6 e i 24 anni di età è cristiana, con la prevalenza di cattolici tra i 6-17enni (23,2%) e di ortodossi tra i maggiorenni al di sotto dei 24 anni (25,6%); il 30% circa è di fede musulmana.
Tra filippini e polacchi, prevalentemente cattolici, si registra la quota maggiore di persone che frequentano luoghi di culto (rispettivamente 95,3% e 87,1%). Di contro, la quota più bassa rispetto alla media si registra tra i cittadini di origine cinese (pari al 32,2%), in massima parte buddisti.
Giuseppe Spezzaferro

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