Prima / SAPERE / Reale/Virtuale / Il Senato si autodecapita a maggioranza variabile (Gasparri-Marcorè e Tremonti-Nostradamus)

Il Senato si autodecapita a maggioranza variabile (Gasparri-Marcorè e Tremonti-Nostradamus)

Perché i quattro capponi che Renzo Tramaglino portava all’avvocato Azzecca-garbugli per ingraziarselo si beccavano tra di loro invece di unire le forze per liberarsi dalla stretta del giovane promesso sposo?
Quale tacchino s’infila spontaneamente nel forno? L’istinto di conservazione non aiuta più il grasso gallinaceo, inconsapevole comunque del proprio destino, quand’è bello che spennato e imbottito per essere cotto.
I bipedi nelle mani del personaggio creato da Alessandro Manzoni e gli invitati d’obbligo al Ringraziamento (il Thanksgiving Day, che gli americani celebrano ogni quarto giovedì di novembre) li assomiglio – absit iniuria verbis – ai senatori che stanno votando la propria decapitazione.

Premesso che è cosa buona e utile cancellare un Senato che è fotocopia della Camera (lo diceva il Msi quand’ero ragazzino… ed io lo ripetevo a scuola beccandomi note sul registro e qualche “fuoriclasse”, nel senso che venivo cacciato dalla classe per il resto della lezione) e acclarato che qualsiasi riforma costituzionale non avrà mai la totalità dei consensi, invito a seguire i lavori di Palazzo Madama (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=hotresaula) per vedere come stiano procedendo le cose ignorando i servizi televisivi nonché le “embedded” corrispondenze cartacee.
La sceneggiata dovrebbe finire entro il 13 ottobre, ma non ci metterei la mano sul fuoco.

L’EX MINISTRO SI CORREGGE
Accade di tutto. Per esempio, Maurizio Gasparri, ex pezzo grosso della nomenklatura An, ex ministro ed ex non so che altro, è intervenuto per dire (resoconto stenografico della seduta n. 514): «Signor Presidente, desidero solo fare una precisazione. Nell’ultima votazione della mattinata il mio voto voleva essere contrario e non favorevole».
Il distratto esponente del gruppo Forza Italia – Popolo della Libertà XVII Legislatura (si chiama così per problemi di natura fiscalpoliticaistituzionale) ha fatto un’azzeccatissima imitazione del comico marchigiano Neri Marcorè.

UN PROMEMORIA
Il senatore Giulio Tremonti, anch’egli ex ministro e scrittore di romanzi d’economia, quale rappresentante del Gal ha detto: «La crisi finanziaria non è finita, è solo sospesa e si cumula con una crisi geopolitica di intensità drammatica. Io credo che sia questo un caso in cui la legge, il sistema, debba basarsi su forza politica vera e non su forza politica inventata per legge. Ho detto tutto questo non per mutare le vostre intenzioni, ma solo a futura memoria». Insomma, ha lanciato un promemoria per i posteri evocando Nostradamus mentre raccoglie materiale per scrivere un altro libro.
Fra parentesi, il Gal, cioè il gruppo Grandi autonomie e libertà, è composto da: Grande Sud (GS), Popolari per l’Italia (PpI), Federazione dei Verdi, Moderati.

POCHI PARTITI, MOLTI GRUPPI
La geografia parlamentare è ricca di sigle e siglette create a bella posta per avere stanze, telefoni, rimborsi e privilegi vari. Ricordate quando ci raccontavano che con il sistema maggioritario avremmo avuto soltanto pochi partiti? Andate a contare i gruppi che ci sono oggi. E convincetevi, una volta di più, che il politicante ne sa sempre una più del diavolo, pardon, della legge.

RENZI CORRE NELLA GIUNGLA
Le votazioni stanno andando avanti a maggioranza variabile. La maggioranza di ieri, per esempio, contava il Pd (tranne Corradino Mineo, Walter Tocci e Felice Casson), l’AP (Area Popolare), il gruppo composto da NCD-UDC (Nuovo Centrodestra-Unione di Centro), SVP-Autonomie (Südtiroler Volkspartei, Union Valdôtaine, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Unione per il Trentino, Partito Socialista Italiano, Democrazia Solidale e Movimento Associativo Italiani all’Estero), Ala (Alleanza liberalpopolare-autonomie), il gruppo creato dal dissenziente berlusconiano Denis Verdini, e alcuni senatori di Gal (vedi sopra). Insomma, il governo in questo modo mette insieme i voti che servono per far approvare la riforma del Senato.
Matteo Renzi sta dimostrando di saper trarre il massimo profitto da ogni singolo parlamentare muovendosi agevolmente e velocemente nella giungla di sigle e siglette.

IL LEGHISTA SVIZZERO
A mo’ di riassunto, propongo qui di seguito parte dell’intervento dell’architetto zurighese Jonny Crosio (LN-Aut), il gruppo Lega Nord e Autonomie, il quale ha sottolineato che «per poter approvare questa riforma costituzionale, il Partito Democratico ha messo in campo una geografia abbastanza variabile in cui ci sono dei continenti alla deriva, continenti un po’ strani che non più tardi di qualche anno fa voi stessi definivate con certe parole. Il suo capogruppo Zanda (si rivolge a Chiti; ndr) dava una certa definizione del nostro collega Verdini, che oggi è un vostro sostenitore, un collaboratore di questa larga maggioranza».

LAVORI IN CORSO
Poco dopo le 21, il presidente del Senato Pietro Grasso (che meriterebbe un articolo a parte per come si sta comportando) ha chiuso la seduta annunciando: «Domani mattina inizieremo con l’espressione dei pareri e non darò altre possibilità di intervenire se non per esprimere i pareri sugli emendamenti».
La seduta è durata dalle 9,39 alle 14,13 e dalle 19,20 alle 21,18. Oggi, il circo dovrebbe riprendere alle 9,30.
Giuseppe Spezzaferro

Vedi anche

Shoah. Conte dice al Tempio: non ho paura del diverso

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta velocemente emergendo come protagonista. Della serie: tra i …

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close