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Marino, il mezzo sindaco, sfascia Roma E i sampietrini dove andranno a finire?

Matteo Renzi ha sistemato Ignazio Roberto Maria Marino mettendogli alle costole un bel po’ di controllori, ma il mezzo sindaco di Roma una ne pensa e cento ne fa. Al presidente del Consiglio nonché segretario nazionale del Partito democratico la rogna-Marino continua a prudere epperò la rogna-Bersani&co è quella che al momento gli dà più fastidio. Niente di grave, per carità. Ci sono compagni che non si rassegnano ad essere rottamati e fanno resistenza in pieno accordo con burosauri e aspiranti manager di Stato.

L’URBE SOFFRE
Roma dovrà soffrire ancora. La Città Eterna ne ha subite tante che la sequenza Rutelli-Veltroni-Alemanno-Marino non è più dannosa del sacco dei lanzichenecchi di cinquecento anni fa. L’apertura di Via dell’Impero (oggi Via dei Fori Imperiali) fatta dopo 8 anni (dal 1924 al 1932) di smantellamenti di vecchie case e casupole è stata definita una violenza tant’è che le amministrazioni a guida comunista, post-comunista e neo-piddina hanno avuto (e hanno tuttora) un unico obiettivo in comune: la cancellazione della strada.

SCAVI COSTOSI E INUTILI
Stanno riportando alla luce (con grande dispendio di soldi) pavimenti con mattonelle dozzinali di inizio Novecento e antichi sassi con i quali ricostruiscono artificialmente edifici sconosciuti anche a Caio Giulio Cesare duemila anni or sono.
Non c’è niente di importante sotto il manto stradale. Basta andare a vedere disegni, foto, planimetrie e testimonianze a cura degli archeologi di ottant’anni fa. Via dell’Impero non ricoprì alcun prezioso reperto e non “uccise” il popolino che abitava in quel coacervo di costruzioni abbarbicate l’una sull’altra.

DAI BARBARI ALLA METRO
Come i compagni che l’hanno preceduto, il mezzo sindaco Marino porta avanti la progettata cancellazione della strada colpevole di essere “fascista” e per sicurezza ci fa passare anche la metropolitana (pericolosissima per la stabilità del Colosseo e dell’area dei Fori) strafregandosene dei guasti che produrrà. Della serie: dai barbari alla metro.
Intanto, si allena a smantellare altre strade. I lavori in corso avviati hanno già mangiato i 50 milioni di euro regalati dal governo per il Giubileo straordinario proclamato da Papa Francesco dal prossimo 8 dicembre fino al 20 novembre del 2016.

A sampietrini

È il classico “due piccioni con una fava”. Ci guadagnano bei soldini le aziende che stanno rimuovendo (come si vede nella foto) i sampietrini e qualcun altro beneficerà dei preziosi blocchetti di porfido.

COME I PALLONCINI DI RASCEL
Di sampietrini sono pavimentati vialetti e cortili di ville e villone dentro e fuori le mura. Trasparenza vorrebbe che il Campidoglio dicesse dove vanno a finire i sampietrini. Mi torna in mente il “Dove andranno a finire i palloncini…” che cantava sessant’anni fa Renato Rascel. Quel ritornello commuoveva e strappava un sorriso, il refrain di Marino fa pena (oltre che fa incazzare).
Invece di pensare a lavori utili, il mezzo sindaco sfascia le strade per togliere i sampietrini e mettere l’asfalto. Dice che i pellegrini si sentiranno meglio camminando su strade uguali a quelle di casa loro.
Non credo. In Francia come in Germania, in Spagna come in Olanda, nessun sindaco (né un mezzo sindaco) si permetterebbe di sfasciare un antico selciato per metterci bitume e quant’altro di “moderno”, per cui ripeto la domanda: «Dove andranno a finire i sampietrini?».
Giuseppe Spezzaferro

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