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Immigrati, la nuova strategia della Germania e gli hotspot i campi d’accoglienza in Italia gestiti dall’Ue

La Germania ha varato un piano di accoglienza per gli immigrati: ha stornato dal bilancio grosse cifre (500 milioni di euro, per cominciare) affinché i nuovi arrivati abbiano alloggio, lavoro, scuole, cure mediche. È una scelta della Kanzlerin Angela Merkel che ha che fare con la politica dl momento ma che ha anche – e, forse, soprattutto – un valore geostrategico. La Germania, cioè, si ricandida alla leadership dell’Europa come potenza morale e non soltanto economica. Una nazione che fa dell’accoglienza un perno della propria strategia è ovvio che miri a guadagnare prestigio e autorevolezza.

“BUONISTI” SUICIDI
A differenza dell’Italia che, a parole, fa accoglienza e, nei fatti, abbandona gli immigrati allo sfruttamento di organizzazioni criminali e/o li costringe alla clandestinità, la Germania mette a punto un programma concreto e – tanto per non smentirsi – di geometrica efficacia. Ai “buonisti” di casa nostra che blaterano senza costrutto e che si scavano la fossa con le proprie mani, si contrappone la lucidità teutonica, che coincide, guardate la combinazione, con la posizione presa dall’olandese Frans Timmermans primo vicepresidente della Commissione Ue, il quale ha sottolineato che l’Europa «non può sopravvivere aprendo indiscriminatamente le porte a tutti, così come non potrà farlo se non darà rifugio a chi ne ha diritto». È questo, infatti, il punto principale: fare le opportune distinzioni tra i rifugiati e gli altri.

ONU E PENTAGONO
È diventato evidente anche ai fessi in servizio permanente effettivo che i flussi migratori costituiscono un fenomeno epocale di lunga durata per il quale occorrono soluzioni del tutto diverse dall’effimero tampone del giorno dopo giorno.
Secondo i dati Onu (confermati dal Pentagono, in particolare dal generale Martin Dempsey, capo degli Stati maggiori riuniti della Difesa Usa) ogni giorno sono in fuga 42 mila famiglie. Sono all’incirca 60 milioni i rifugiati in giro per il mondo, «è un’emergenza planetaria – ha dichiarato il superpotente generale – impossibile da risolvere in breve tempo».
Dempsey ha poi annunciato: «Sono problemi generazionali che ci trascineremo per vent’anni: dobbiamo organizzarci creando un sistema sostenibile di destinazione di risorse a favore di questi profughi».

MERKEL E HOLLANDE
In Europa, lunedì 14 settembre, si riuniranno i ministri dell’Interno Ue per ridistribuire obbligatoriamente altri 120 mila rifugiati. I Paesi che decideranno di non accettare la quota assegnata (al momento sono Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia) dovranno sborsare un po’ di quattrini a compensazione.
La Kanzlerin e il presidente francese hanno ribadito l’esigenza di aprire entro la fine dell’anno gli hotspot europei in Italia. Angela Merkel e Francois Hollande, dicono in pratica: gli Italiani ci mettono anni per identificare gli immigrati e per riconoscere il diritto d’asilo a chi ne ha diritto e per negarlo agli altri. E concludono: soltanto una rete di centri di smistamento gestiti dall’Ue (gli hotspot, appunto) sarà in grado di svolgere il lavoro necessario in breve tempo e in piena regola.

I SIRIANI E DUBLINO
Nel frattempo, ripeto, la Germania ha dato il via ad una politica perfino in deroga con il Regolamento di Dublino (che riconosce all’immigrato il diritto di richiedere asilo soltanto al Paese nel quale si trova) dicendo ai migranti siriani di essere pronta ad accogliere tutte le loro domande di asilo.
Ai Siriani, Berlino non chiede quale sia lo Stato Ue attraverso il quale sono entrati e quindi dove li potrebbe rimpatriare. Per di più, sono partite disposizioni che annullano i rimpatri già in programma.

EUROPA A DUE VELOCITÀ
In totale, Berlino prevede che quest’anno i richiedenti asilo saranno in 800.000.
La svolta storica tedesca arriva in contemporanea con l’Ungheria che chiude le frontiere con filo spinato e muri. In effetti, l’Europa a due velocità si manifesta anche nella tragedia migratoria. Ma di questo tratterò in un prossimo report.
Giuseppe Spezzaferro

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