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Il mezzo sindaco Marino rientra a Roma in tempo per ricevere i soldi del Giubileo

«Tremate! Tremate! Le streghe son tornate»: strillavano in piazza le femministe del tempo che fu. E qualcuno tremava per davvero. Nessuno, invece, tremerà domani al rientro dai Caraibi del sindaco Ignazio Roberto Maria Marino. Anche i sampietrini sanno che il più alto scranno capitolino conta meno della poltrona occupata dal prefetto Franco Gabrielli spedito dal presidente del Consiglio Matteo Renzi a fare due cose: controllare che Marino non faccia cazzate e fare apprendistato, o se volete uno stage, per diventare sindaco.

007 IN CAMPIDOGLIO
Gabrielli è un uomo da non sottovalutare: è stato, fra l’altro, direttore dei servizi segreti, prima al Sisde (Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica) e poi all’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna) come venne chiamato il Sisde dopo la riforma dell’intelligence (diciamo così).
Il prefetto 007, dunque, ne sa parecchio su parecchi e Renzi ha dato scacco a numerosi “Re” con la mossa di nominarlo commissario per il Giubileo.

GABRIELLI UNO E TRINO
Gabrielli è uno e trino; con lui c’è Raffaele Cantone, guarda caso presidente dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) e c’è Silvia Scozzese, l’assessore al Bilancio che se n’era andata sbattendo la porta (https://ilnostroarcipelago.com/2307/roma-marino-pesce-fradicio-si-somma-al-puzzo-di-piscio).
I sampietrini sanno anche che la soluzione adottata da Renzi era stata “studiata” da un pool di esperti dopo che a Palazzo Chigi e aree limitrofe s’era diffusa l’opinione che Marino non avrebbe mollato la poltrona sua sponte (https://ilnostroarcipelago.com/2254/roma-marino-non-molla-la-poltrona-ma-renzi-gliela-sta-segando).

DALLA PADELLA NELLA BRACE
Lo scioglimento del Consiglio comunale, provvedimento invocato dalle opposizioni (e anche dai renziani del Pd romano), avrebbe determinato la fine del predominio piddino in Campidoglio. Gli elettori romani si sarebbero trovati di fronte ad una scelta che, dall’accoppiata Veltroni-Rutelli in poi, è diventata un ripetitivo saltabeccare dalla padella nella brace.
Per bocciare Rutelli hanno preferito votare Alemanno e per punire questi hanno premiato il chirurgo esportato dagli Usa.
Chi avrebbero votato stavolta pur di punire Marino?
Renzi s’è fatto quattro conti ed ha concluso: non vado alle elezioni finché non avrò un candidato in grado di vincere.
Gabrielli è, dunque, commissario, tutor, controllore, ma è soprattutto il candidato-sindaco vincente.

IL CAVALLO DI TROIA
Anche se il Pd romano erede del Pci-Pds-Ds non ama Renzi (e i suoi uomini) e preferirebbe perdere le elezioni (s’è visto in Liguria alle recenti regionali con il Pd genovese resistenzialbersaniano) piuttosto che far accumulare altro potere nelle mani del postdemocristiano di scuola berlusconiana, Gabrielli è attrezzato per conquistare parte dei compagni rossi dentro come il cocomero. La sua carta migliore è l’attuale assessore alla Legalità Alfonso Sabella, il magistrato “prestato” dal Csm (Consiglio superiore della magistratura) al Campidoglio. Quando Gabrielli gestiva l’Ufficio di protezione per i pentiti di mafia, a Palermo Sabella era sostituto procuratore del pool antimafia diretto da Gian Carlo Caselli. Non è difficile immaginare i rapporti fra questi due solerti servitori dello Stato e perciò credo che nell’entourage rimasto fedele a Marino, l’assessore alla Legalità se non è un cavallo di Troia poco ci manca.

IL 10 UNA CASCATA DI QUATTRINI
Marino (che si è inventata un’agenda politica a New York per mascherare il suo ritorno dalle immersioni caraibiche) torna a Roma per fare cheese (lui è così: sorride per disperazione) a Gabrielli, per dire le solite banalità sulla lotta alla criminalità e, in special modo, per sedersi dopodomani, venerdì 4 settembre, al tavolo interministeriale allestito per spartire i soldi del Giubileo (versamento previsto per il giorno 10).
Gabrielli dovrà gestire la cosa in modo da accontentare Palazzo Chigi e Regione Lazio e far tacere il sindaco sottomarino (mi scuso per questo insulso gioco di parole, ma il subacqueo Marino non mi ispira di meglio). Si ripete la storiella del poveruomo con la capra, il lupo e il cavolo da traghettare due per volta evitando che la capra si mangi il cavolo e il lupo la capra.
Giuseppe Spezzaferro

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