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L’Eni scopre in Egitto un giacimento con 850 miliardi di metri cubi di gas

GIORNI FA HO PUBBLICATO QUESTO PEZZO CHE POI È SCOMPARSO. LO RIPUBBLICO, GIUSTO PER TIGNA.

L’Eni ha scoperto un gigantesco giacimento di gas al largo delle coste egiziane. Definito “supergiant” (come le stelle più grandi e più luminose) il deposito è a quattro chilometri di profondità e pare racchiuda gas per 850 miliardi di metri cubi (in un anno l’Italia ne consuma circa 63 miliardi).
In un comunicato diffuso dall’ex Ente nazionale idrocarburi (oggi è una spa controllata dal ministero delle Finanze) si legge che è «la più grande scoperta di gas mai effettuata in Egitto e nel Mar Mediterraneo e può diventare una delle maggiori scoperte di gas a livello mondiale».
Il gas si trova in un blocco (chiamato Shorouk) del quale l’Eni ha il 100% della licenza di sfruttamento grazie alla Ieoc (International egyptian oil company), la società controllata che l’azienda italiana ha messo in piedi per lavorare in Egitto fin dal 1953.

A 19 mesi dalla licenza (il contratto era stato siglato con il ministero del Petrolio egiziano nel gennaio del 2014), l’Eni ha individuato sotto il Mediterraneo un mare di gas che, si legge nel comunicato, «offrirà un contributo fondamentale nel soddisfare la domanda egiziana di gas naturale per decenni».

DESCALZI SODDISFATTO
L’Amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi ha dichiarato: «Questa scoperta storica sarà in grado di trasformare lo scenario energetico di un intero paese, che ci accoglie da oltre 60 anni. L’esplorazione si conferma al centro della nostra strategia di crescita: negli ultimi 7 anni abbiamo scoperto 10 miliardi di barili di risorse e 300 milioni negli ultimi sei mesi, confermando così la posizione di Eni al top dell’industria. Questa scoperta assume un valore ancora maggiore poiché fatta in Egitto, paese strategico per Eni, dove possono essere sfruttate importanti sinergie con le istallazioni esistenti permettendoci una rapida messa in produzione».

LE PARTECIPATE
L’Eni, attraverso le compagnie operative pariteticamente partecipate con Egpc (Egyptian general petroleum corporation), Agiba petroleum co. e Petrobel (Belayim petroleum company), ha raddoppiato negli ultimi 3 anni la produzione di olio nelle concessioni del Western Desert e di Abu Rudeis nel Golfo di Suez e dato nuovo impulso produttivo nell’onshore del Delta del Nilo in seguito alla scoperta di Nidoco NW 2 (Nooros prospect) già in produzione, per cui Eni è il principale produttore di idrocarburi in Egitto.
Giuseppe Spezzaferro

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