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La ripresa del mercato dell’auto: a luglio 131.489 nuove immatricolazioni

Continua il trend positivo nel mercato delle automobili (cfr. con quanto pubblicato l’anno scorso: https://ilnostroarcipelago.com/1848/riprende-la-vendita-di-auto-nuove-federauto-a-luglio-mercato-a-5).
A luglio del 2014 il segno positivo era ad una cifra, a luglio di quest’anno è stato del 14,5% (131.489 immatricolazioni di auto nuove).
Il presidente di Federauto Filippo Pavan Bernacchi, fa notare che di questo passo «l’anno in corso potrebbe chiudersi a 1.500.000 pezzi. Lo stesso volume consuntivato nel 1980».

CRESCITA LENTA
La stessa annotazione la potremmo fare per qualunque altro settore. La ripresa in atto è scandita dai segni + che per la prima volta dopo anni di crisi stanno comparendo, ma la prima fase di risalita ci porterà agli stessi livelli di parecchio tempo fa. Perché si possa parlare di vera crescita, c’è da aspettare ancora. I segnali definitivi dovranno arrivare dall’occupazione e dai consumi. La crescita del comparto dell’automotive è avviata. Opportune manovre governative potrebbero accelerare il trend? Il presidente Pavan Bernacchi auspica che «il grande assente, ossia il governo, a cui non finiremo di rimproverare la latitanza nei confronti del nostro settore, si decida a mettere mano alla fiscalità sull’auto riservandole uno spazio negli annunciati propositi di riforma del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Per i fatturati che esprimiamo, per le tasse che paghiamo e per gli occupati della filiera, l’automotive se lo merita».

MEGLIO I GOVERNI ASSENTI
L’esperienza ci dice che i governi “assenti” fanno meno danni di quelli “presenti”. Vorrei tanto sbagliarmi, però l’esperienza mi suggerisce che, se l’auto è tornata ai livelli del 1980, lo si deve proprio all’assenza della triade governativa Monti-Letta-Renzi.
Insieme con la casa, l’automobile è un fattore di crescita. E, come contro la crescita dell’edilizia s’è scatenata la reazione ambientalista agitando lo spettro della cementificazione del territorio, così m’aspetto quanto prima una terroristica campagna contro l’automobile che inquina e minaccia Gea.
Quando c’è poco succo, gli ecologisti se ne stanno zitti e buoni. Loro si muovono soltanto quando le cose vanno bene. E attaccano esclusivamente quando c’è carne attorno all’osso.
Giuseppe Spezzaferro

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