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Allarme Svimez: il Sud è sempre più povero

Siamo alle solite: mentre gli abili imbonitori di Palazzo Chigi e i difensori d’ufficio delle politiche economiche made in Renzi parlano di ripresa, fine della crisi, meno tasse per tutti e via fantasticando, i numeri parlano chiaro. L’ultimo rapporto Svimez lancia l’allarme sulla crisi economica nel Mezzogiorno che, “alla fine del prossimo cinquantennio, avrà perso 4,2 milioni di abitanti, oltre un quinto della sua popolazione attuale, rispetto al resto del Paese che ne guadagnerà, invece, 4.6 milioni.

Paralisi economica. Dal 2000 al 2013 il Sud d’Italia è cresciuto del 13%,”la metà della Grecia” secondo il rapporto Svimez sul Mezzogiorno.”In tredici anni, dal 2000 al 2001 – si legge sempre nel rapporto – l’Italia è stato il Paese che è cresciuto meno di tutti i paesi considerati, +20,6% rispetto al +37,3% dell’area Euro e addirittura meno della Grecia che ha segnato +24% quale effetto della forte crescita negli anni pre crisi.

Nascite. Solo 174mila, minimo storico in 150 anni di unità d’Italia. Lo Svimez definisce questo drammatico calo demografico “uno tsunami dalle conseguenze incredibili”.

Povertà. Allarme povertà. “Una persona su tre a rischio al Sud mentre soltanto una ogni dieci è indigente al Nord”, dice lo Svimez. “In Italia, negli ultimi tre anni, dal 2011 al 2014 le famiglie assolutamente povere sono cresciute, a livello nazionale, di 390mila nuclei, con un incremento del 37,8% al Sud e del 34,4% al Centro-Nord. Quanto al rischio povertà nel 2013 vi era esposto, in Italia, il 18% della popolazione.

Forti le differenze regionali: 1 ogni 10 a un passo dall’indigenza al Centro-Nord, 1 ogni 3 al Sud.” La regione italiana che sta peggio è la Sicilia – dove i davvero poveri sono il 41,8% – Seguita dalla Campania (37,7%).

Lavoro. Solo una donna ogni cinque porta lo stipendio a casa al sud e particolarmente disoccupate sono le più giovani. Mentre la media italiana parla del 34% delle occupate che hanno meno di 34 anni e quella europea del 51% delle ventottenni, il Sud si ferma al 20,8%.

Occupazione. Allarme lavoro al Sud che, negli anni della crisi, ha visto una contrazione dell’occupazione del 9% e, nel solo 2014, ha perso 45mila posti di lavoro.

Secondo i dati Svimez il Mezzogiorno, tra il 2008 ed il 2014, ha registrato una caduta dell’occupazione del 9%, a fronte del -1,4% del Centro-Nord.

Delle 811mila persone che, in Italia, hanno perso il posto di lavoro in questo periodo, ben 576mila sono residenti nel Mezzogiorno. Nel Sud, dunque, pur essendo presente appena il 26% degli occupati italiani, si concentra il 70% delle perdite determinate dalla crisi.

La crisi economica globale che da anni flagella anche l’Italia non ha fatto altro che acuire mali cronicizzati da decenni di incapacità politica, a partire da quella della classe dirigente meridionale. E i vari recenti governi del presidente, tecnici o comunque non passati per le urne non hanno migliorato di una virgola il quadro disperato e disperante del nostro sistema Paese.

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