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Mef: a maggio lo Stato ha incassato 36 miliardi di euro ma ne ha spesi 41

I dati diffusi dal ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) dicono che a maggio lo Stato ha registrato entrate per 36.342 milioni di euro e spese per 40.726 milioni di euro; cioè la spesa pubblica è andata in rosso per 4.384 milioni. Il Mef ci tiene a precisare che 7.840 milioni di euro sono stati spesi per interessi sul debito. Sicché uno dice: beh, se non ci fossero tutti quegli interessi, i conti non sarebbero in passivo. Anzi.
Non so se è così. Non sono un esperto di finanza pubblica, ma se guardo i conti di aprile, mi vengono un sacco di dubbi. I dati del Mef, infatti, erano: entrate per 36.070 milioni di euro e spese per 42.252 milioni; cioè 6.182 milioni di euro più delle entrate. E in aprile quale fu la spesa per interessi? Di “soli” 2.471 milioni di euro.

INTERESSI BALLERINI
Da un mese all’altro, gli interessi fanno lo yo-yo? Salgono e scendono in base a quali criteri?
Sarebbe come a dire che la banca mi fa pagare 100 di interessi sul prestito che mi fatto e il mese dopo mi fa pagare 1.000. Boh.
Le perplessità aumentano con i conti di febbraio. I dati ministeriali erano di entrate per 31.631 milioni di euro e spese per 38.732; cioè 7.101 milioni di spesa in più. E gli interessi? La cifra indicata era di 8.325 milioni di euro.
A cosa serve sapere mese per me quanto incassa lo Stato e quanto spende? E, soprattutto, come orientarsi se gli interessi sono tanto ballerini?

I DATI ISTAT
Vediamo i dati dell’Istituto nazionale di statistica. Nei primi cinque mesi di quest’anno, dice l’Istat, le entrate tributarie erariali ammontano a 151.680 milioni di euro, in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+1.338 milioni di euro, pari a +0,9%).
Nel mese di giugno scorso, secondo le prime valutazioni Istat, si è realizzato un avanzo del settore statale pari a circa 12.300 milioni, che si confronta con un avanzo di 7.516 milioni nel corrispondente mese del 2014. Nel primo semestre dell’anno il fabbisogno del settore statale si è attestato a circa 21.600 milioni, con una riduzione di circa 20.000 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

I DEBITI SALGONO
Sempre secondo l’Istat, l’anno scorso l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche (-49.056 milioni di euro) è stato pari al 3% del Pil, risultando in aumento di circa 1,6 miliardi rispetto al 2013 (-47.455 milioni di euro, corrispondente al 2,9% del Pil). Il saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) è risultato positivo e pari al 1,6% del Pil, con una diminuzione di 0,3 punti percentuali rispetto al 2013. La spesa per interessi è stata pari al 4,7% del Pil, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al 2013.
Emerge, perciò, un quadro nient’affatto negativo soprattutto per quanto riguarda l’avanzo primario che sono soldi belli freschi che potrebbero essere utilizzati per “riscattare” fette di debito in modo da far calare gli interessi che paghiamo. Prima però dobbiamo scoprire perché gli interessi sono variabili al punto che un mese sono di 2.471 milioni di euro e un altro mese sono di 8.325 milioni.
Un dato è certo ed è che lo Stato continua a spendere troppo e che per ridurre la spesa basterebbe individuare e tagliare i mille e mille rivoli di soldini che irrorano i vasti campi del clientelarismo e dell’imbroglio eretto a sistema.
Giuseppe Spezzaferro

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