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Ezeo: petrolio e contraccolpi greci sulla crescita dell’area euro

«Il confronto tra la Grecia e i suoi creditori rappresenta al momento il fattore di maggiore preoccupazione per la stabilità economico/finanziaria dell’area euro». Lo scrive l’Ezeo (Eurozone economic outlook) elaborato dall’Istituto di studi e previsione economica tedesco Ifo, dall’Istituto francese Insee e dall’Istat, l’Istituto di statistica italiano. L’Ezeo scrive anche che, «come nelle previsioni della scorsa primavera, un nuovo deprezzamento dell’euro e il calo del prezzo del petrolio, ad oggi meno probabili rispetto alle precedenti previsioni, potrebbero fornire un ulteriore stimolo alla domanda interna ed esterna, al pari di un maggiore effetto reale del programma di acquisto di asset da parte della Banca centrale europea». Letta con la lente dell’ottimismo, la situazione sarebbe ottimale: nessun contraccolpo greco e ulteriore calo di euro e petrolio. Con la lente contraria, lo scenario sarebbe alquanto doloroso.

ECONOMIA IN CRESCITA
Allo stato attuale, i dati dell’Ezeo fotografano una economia in crescita. Nel primo trimestre del 2015, scrivono gli analisti europei, l’attività economica dell’Eurozona ha mantenuto un’intonazione positiva (+0,4%). Il prodotto interno lordo è previsto crescere allo stesso ritmo nel secondo trimestre e accelerare moderatamente nella seconda parte dell’anno (+0,5% sia nel terzo che nel quarto trimestre) trainato principalmente dai consumi delle famiglie e dagli investimenti produttivi e, in misura più contenuta, dalla domanda estera.
La crescita media nel 2015 è attesa all’1,4%, dopo lo 0,9% del 2014. Il mercato del lavoro migliorerà gradualmente anche per una progressiva riduzione della disoccupazione. Nel corso dell’anno l’incremento dei salari e l’aumento dell’occupazione determineranno un incremento del potere d’acquisto delle famiglie con effetti positivi sull’attuale dinamica di consumo.

BARILE E EURO BASSI
Assumendo che il prezzo del petrolio rimanga intorno ai 65 dollari per barile e che il cambio dollaro/euro resti intorno a 1,12, l’inflazione si attende raggiunga progressivamente lo 0,9% nell’ultima parte dell’anno. «Questa previsione – ribadisce l’Eurozone economic outlook – è realizzata sotto l’ipotesi che l’evoluzione della crisi greca non produca effetti significativi sulla stabilità dell’Eurozona».
La produzione industriale ha accelerato nel primo trimestre del 2015 (+0,9%), è attesa decelerare nel secondo trimestre (+0,3%), prima del recupero atteso del secondo semestre (+0,5%), sostenuto dal miglioramento delle condizioni di domanda interna ed esterna.
La spesa dei consumatori è prevista positiva (+0,5% nel primo trimestre, +0,4% nel secondo) sostenuta da un miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie.

IL FRENO DELL’EDILIZIA
Gli investimenti in costruzioni sono attesi ancora in contrazione particolarmente in Francia e Italia, dove la crisi del settore non è ancora terminata, ma anche in Germania, dove la contrazione dovrebbe rappresentare una semplice correzione dopo due trimestri caratterizzati da una crescita robusta.
Gli investimenti produttivi, stimolati dalla recente ripresa e dal miglioramento delle prospettive future, accelereranno gradualmente mentre il miglioramento del mercato del lavoro – prevedono gli analisti Ezeo – comporterà un aumento dei salari con effetti positivi sulla capacità di spesa delle famiglie.
«Sui consumi delle famiglie ci si attende un acceleramento della crescita in Spagna e una espansione a ritmi sostenuti in Germania, mentre la dinamica in Francia e Italia rimarrà moderata».
A conti fatti, la ripresa a livello internazionale vede ancora l’Europa e il Giappone come fanalini di coda, ma era scontato che a pagare i debiti americani fossero le periferie dell’impero.
Giuseppe Spezzaferro

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