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A Montecitorio fioccano le nomine Soddisfatta la presidente Boldrini

Un comunicato ufficiale della Camera dei deputati dà notizia delle nomine di tre nuovi vicesegretari generali e di nove capiservizio.
Ecco il testo: «L’Ufficio di Presidenza ha nominato tre Vicesegretari generali e nove Capi Servizio. I nuovi Vicesegretari generali sono: Giacomo Lasorella, Annibale Ferrari e Fabrizio Castaldi. I nuovi Capi Servizio sono: Paolo Visca, Paola Bonacci, Raffaele Perna, Daniela Colletti, Renzo Dickmann, Maria Consuelo Amato, Paolo Nuvoli, Danilo Santoro e Claudia Di Andrea. Le nomine colmano vuoti presenti da molto tempo ai vertici dell’Amministrazione della Camera. A Montecitorio l’ultima nomina a Vicesegretario generale risale al 2006, mentre quelle a Capo Servizio risalgono al 2007. Si è trattato, dunque, di decisioni non più rinviabili al fine di assicurare il miglior funzionamento della struttura, individuando dirigenti di alta professionalità. Le decisioni dell’Ufficio di Presidenza rispondono a criteri di funzionalità e merito ai quali è improntata l’azione della Camera. L’insieme delle nomine oggi deliberate, per effetto della riforma delle retribuzioni e delle indennità approvata in questa legislatura, determina complessivamente una spesa aggiuntiva di 3 mila euro lordi al mese».

LA SVIOLINATA
La lettura del comunicato è illuminante. Fa venire alla mente il tizio che mette le mani avanti per non cadere indietro; spiega, cioè, che le nomine sono state necessarie e che costano pochi soldi.
La presidente della Camera Laura Boldrini, infatti, ha ribadito: «La soddisfazione è doppia perché, grazie alla recente riforma delle retribuzioni dell’amministrazione parlamentare, questa operazione comporterà costi assolutamente contenuti: per i nuovi vicesegretari generali, infatti, la retribuzione aumenterà di soli 53 euro netti mensili».

OPPOSIZIONI PER MODO DI DIRE
Nemmeno serve precisare che i tre vicesegretari generali sono di area Pd. L’okkupazione è roba seria e va fatta passo dopo passo con scrupolo e decisione.
Nell’Ufficio di presidenza i componenti di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia si sono assentati per la votazione e quelli del Movimento 5 stelle si sono astenuti. Della serie: facciamo opposizione, ma senza esagerare. In fin dei conti si tratta di nomine e domani potrebbe essere il nostro turno, non si sa mai.
Ovviamente, nulla ha detto la presidente Boldrini a proposito dell’aumento dei costi che le nomine dei nuovi capiservizio faranno registrare in bilancio.
Il Palazzo ha regole proprie e procede autonomo e sovrano. Il cittadino più che rifiutarsi di andare a votare per esprimere rabbia e dissenso non può fare. Anzi, il suo assenteismo fa comodo proprio a quegli stessi che lo fanno incazzare. La strada per il risveglio è lunga e difficile.
Giuseppe Spezzaferro

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