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Roma, Marino non molla la poltrona ma Renzi gliela sta segando

Ignazio Roberto Maria Marino è un osso duro. Dietro quella faccetta perbene incorniciata da una barbetta curatissima, si accuccia una mente decisa e spregiudicata. Lo ha dimostrato come medico impiegato negli Stati Uniti, dove non ha mollato fino a quando l’ospedale non l’ha dimesso a forza.
Però il messaggio di Matteo Renzi, sornione presidente del Consiglio nonché prepotente segretario del Pd, dovrebbe preoccuparlo più delle manifestazioni pentastellate. Ha detto infatti l’uomo che ha costruito la propria fortuna sulla rottamazione: «Se torna ‘Renzi 1’, fossi in Marino non starei tranquillo». A tutti è venuto in mente il famigerato «sta’ sereno» che lanciò all’indirizzo del condannato Enrico Letta mentre gli preparava il patibolo.
Staremo a vedere come Marino si attrezzerà a resistere al ritorno del Renzi-rottamatore. Lui non molla la poltrona, ma Renzi gliela sta segando sotto il sedere.

MAFIA CAPITALE
Gli arresti non sono finiti.
Il verminaio che va sotto i nome di “mafia capitale” non è stato messo tutto allo scoperto. Questo lo sanno i magistrati, i poliziotti, gli avvocati e i cronisti informati. Continuo a sostenere che, finora, non ci sono gli estremi di legge per affermare che il Campidoglio sia diretto da una cupola mafiosa. C’è un’organizzazione criminale, c’è una serie di corrotti e corruttori che arraffano soldi pubblici, ci sono gli antichi guasti degli uffici capitolini… c’è, insomma, un groviglio di interessi – sporchi, meno sporchi e quasi puliti – i quali non obbediscono ad un piano preordinato ma corrono da un pozzo all’altro in rapporto alla quantità d’acqua disponibile.

SOLDI SPORCHI
Le “famiglie” che hanno le mani sulla città (ricordate il film del 1963 di Francesco Rosi?) non hanno un capo che ne dirige i passi, anzi sono costantemente in guerra tra di loro. I fiumi di denaro scoperti scorrono tra i centri immigrati, i campi nomadi e i senzatetto. Non sono ancora state individuate le correnti che portano via soldi dagli ospedali, dalle scuole, dalle fogne, dai depuratori, dai mercati, dalle bancarelle, dalle affissioni, dalle discariche… tutti sanno che a Roma non c’è un solo comparto dove non ci siano speculatori, affaristi, corrotti, corruttori e ladri.

ANTICHI VIZI
Se fossi un sociologo, spiegherei la cosa partendo dai Papa-Re, dalle curie nidi di vipere e di maiali, dai palazzi nobiliari affollati di arrivisti e imbroglioni, e dagli sbirri reclutati fra i delinquenti. Potrei dimostrare che sono antiche e solide incrostazioni quelle che favoriscono il malaffare. Farei vedere, partendo da un condominio o dalla sede di un partito, come lo scambio di favori, la cresta sui costi, le raccomandazioni, le spintarelle, i furti, il do ut des sono identici anche se di diverse dimensioni.
Chi delinque sa che gli altri girano la faccia dall’altra parte. Quelli che non vogliono sapere né essere coinvolti sono in realtà dei complici che favoriscono la diffusione del cancro.

SINDACO INCAPACE
Il sindaco Marino non è a capo di un Campidoglio mafioso, ma è politicamente colpevole e, per di più, è un amministratore incapace.
Se fosse quello che sostiene di essere, eviterebbe a Roma la vergogna di essere marchiata come città mafiosa. Ve l’immaginate? Terribile: mentre nel mondo si organizzano i viaggi per venire qui il prossimo anno per il Giubileo straordinario, giornali, radio, tv e web annunciano la chiusura per mafia del Campidoglio. Non voglio nemmeno pensarci.
Meglio chiuderla qui. Elezioni anticipate. Arriverebbe un sindaco made in cinquestelle? La cosa mi preoccupa. Roma non la si salva strillando “onestà” e officiando matrimoni gay. Purtroppo non vedo, al momento, un grande movimento in grado di raccogliere il consenso della gente che s’è scocciata di camminare tra i rifiuti e sui marciapiedi maleodoranti come latrine, di genitori che hanno paura di portare i bambini nei giardini occupati da “campeggiatori” di tutti i colori, dei senzalavoro e dei senzacasa, dei tartassati, delle persone perbene che pagano per tutti.
Comunque sia, l’escalation del fronte anti-Marino è oramai inarrestabile. È soltanto questione di tempo. Alla prossima retata, il sindaco non-ne-sapevo-niente dovrà mollare. Parola di Renzi.
Giuseppe Spezzaferro

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