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Luigi Abete ha scaricato la pistola di Matteo Salvini

Matteo Salvini, il leader che ha risuscitato la Lega, l’uomo che ha avuto il coraggio di stringere accordi con CasaPound, il politico che è riuscito a farsi accettare dai giovani imprenditori di Confindustria, si è scontrato in tv con Luigi Abete, vecchio navigatore al timone di banche e istituzioni finanziarie (oggi è, fra l’altro, presidente di “Cinecittà Studios”), antico membro dell’Aspen Istitute Italia (l’Aspen si autodefinisce «organizzazione internazionale non profit, fondata nel 1950. Tra i suoi fini quello di incoraggiare le leadership illuminate, le idee e i valori senza tempo e il dialogo sui problemi contemporanei») e abile frequentatore di salotti tv.

ARBITRO FLORIS
Il duello si è svolto nel salotto di Giovanni Floris (“diMartedì”, La7), che ha fatto l’arbitro a modo suo, come al solito.
Dopo un incalzante botta e risposta, Abete ha chiesto a Salvini: «Possiamo dire che le sue minacce sono un modo di criticare e che lei non vuole davvero uscire dall’Europa?». «»: ha risposto il capo riconosciuto del popolo dei “no euro”.
Adesso, Salvini non potrà più minacciare secessioni d’alcun genere. Il suo bluff è stato smascherato in tv. Salvini ha in mano una pistola scarica. Non fa più paura.

LEGA EUROPEISTA
Probabilmente Salvini, mentre scrivo questa noterella, sta rispondendo al fiume di twitter di protesta. Molta gente si sarà sentita tradita. In Italia, ci sono per davvero persone che credono di risolvere tutti i problemi uscendo dall’Europa. Alcuni lo fanno per costruirsi una fortuna politica (rastrellando voti), ma i più invocano l’exit strategy dall’Ue perché sono spaventati e sommano stolide paure all’ignoranza.
In ogni caso, da domani Salvini dovrà vedersela con gli “antieuropeisti” della prima ora.

MEGLIO L’UE CHE NIENTE
Per quanto mi riguarda, non ho mai speso una parola a favore di Matteo Salvini perché non mi piacciono gli antieuropeisti, nemmeno gli “idealisti” i quali accusano l’Ue di essere una consorteria di bottegai.
Meglio un’unione da aggiustare che una unione che non c’è.
Come diceva il grande Leonardo, è più agevole accelerare un corpo in movimento che metterne in moto uno che sta fermo.
In ogni caso, questa evoluzione della specie-Salvini mi piace.
Giuseppe Spezzaferro

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