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Vincenzo De Luca a Lucia Annunziata: Ho un rigoroso rispetto per la legalità ma la legge Severino va cambiata

Vincenzo De Luca, neoeletto governatore della Campania, è tornato al tavolo di Lucia Annunziata, esemplare mezzobusto tv.
L’intervista – a tratti colloquio e in altri dibattito – si è snodata intorno al noto problema che la legge Severino crea a De Luca.
Appena insediato alla Regione, infatti, il neogovernatore sarà sospeso dalla legge, giacché è stato condannato per abuso in atti d’ufficio.
Con tranquilla ferocia Annunziata ha chiesto: «Rispetterà la legge?» e De Luca ha risposto: «Le leggi vanno sempre rigorosamente rispettate».
Domanda precisa e risposta secca. Che altro dire? E invece la trasmissione (“In 1/2 ora” su Rai3) è andata avanti perché quel “sì” dell’uomo politico non ha convinto la giornalista.
La vera questione, infatti, è emersa con grande limpidezza.
«La legge Severino – ha scandito De Luca – va cambiata».

DA BERLUSCONI A OGGI
In breve: io rispetto la legge, ma questa legge il Parlamento la dovrà cambiare sennò sono fregato.
In effetti, è una legge con molti punti oscuri. Quando venne applicata a Silvio Berlusconi, che fu per questo cacciato dal Senato, qualcuno provò a dire che si trattava di una norma al limite della costituzionalità. In genere, per ogni questione si trova sempre il leguleio costituzionalista giureconsulto o giurisperito il quale esprime un parere mentre un suo collega altrettanto togato ne dà uno contrario. Non ricordo chi fu che disse «La Giustizia è come il timone, dove la giri va», ma è la solita storia del “metti moneta, vedi cammello”. In qualsiasi momento e per qualsivoglia occasione, si trova il tecnico di supporto, mentre l’avversario ne presenta un altro contrario.

AVVERSARI “IMBECILLI”
Questo De Luca lo sa, per cui a ogni citazione di Lucia Annunziata (il tale costituzionalista ha detto… il professore ha dichiarato… etc.) ha coerentemente commentato: «Imbecillità», spiegando di avere dalla propria parte quel tal altro costituzionalista e un altro professore etc. etc. I suoi avversari sono imbecilli e i suoi amici la dicono giusta. Straordinario? Per niente, è prassi normale per i politicanti.
Azzeccagarbugli a parte, non si deve perdere di vista il nocciolo della questione. Che è questo: De Luca dichiara di rispettare la legge e nello stesso tempo definisce sbagliata la legge auspicandone il cambiamento.

E CHI CI CREDE?
Prima di andare a fare lo show in tv, De Luca aveva incontrato il presidente del Consiglio Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Un’ora di colloquio per dire cosa? Alla giornalista, il governatore in bilico ha spiegato che l’incontro aveva toccato i temi legati allo sviluppo in Campania e che non s’era parlato della legge Severino e neppure della giunta che intende riuscire a comporre prima di decadere.
Chi ci crede? Ve l’immaginate i due che parlano di disoccupazione, di industrie e di monnezza facendo finta di niente su ciò che davvero interessa a tutt’e due?
Sia Renzi che De Luca sono capaci di fare la faccia indignata e feroce e con tono di voce fermo dichiarare: «Abbiamo parlato di cose serie, a noi sta a cuore l’interesse del popolo…» e minacciare querele contro chi metta in dubbio la loro sincerità e onestà d’intenti.
Comunque, prendono i voti e questo significa che c’è chi ci crede.

LA POSIZIONE DI RENZI
Nemmeno due giorni fa, Renzi da Genova ha mandato un messaggio: «Andare oggi a modificare la legge Severino sarebbe una legge ad personam».
De Luca, dunque, non ha speranze? Dovrà rassegnarsi a sedere per pochi istanti sulla poltrona di presidente della Regione Campania?

Ma io mi chiedo: è mai possibile che con tanti “cammelli” (quelli della moneta, cioè) che pascolano tra aule e salotti non si trovi una scappatoia che consenta di salvare capra e cavoli? M’aspetto un trucco per cui De Luca potrà dire: «Io le leggi le rispetto» accomodandosi sulla poltrona presidenziale.

MEZZOBUSTO FUORI FORMA
Per quanto riguarda lo svolgimento della trasmissione, a mio parere la giornalista è stata troppo confusa, a volte addirittura balbettante, di scarsa preparazione specifica. Se fossi un malpensante, direi che è stata una commedia con il classico gioco delle parti: faccio finta che ti attacco così chi guarda apprezzerà meglio come ti difendi.
Ho visto Lucia Annunziata molto più agguerrita, per esempio, con Matteo Salvini o addirittura isterica con Angelino Alfano. Forse il sacro fuoco che anima la conterranea di De Luca (e anche mia) divampa soltanto in presenza di un nemico ideologico e mai contro un “compagno che sbaglia”.
Giuseppe Spezzaferro

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