Prima / ATTUALITÀ / Economia / Il cane a sei zampe in Papua Nuova Guinea

Il cane a sei zampe in Papua Nuova Guinea

Eni e Papua Nuova Guinea hanno firmato un partnership agreement per lo sfruttamento di idrocarburi. Secondo i termini dell’accordo, l’ufficio Eni nell’isola di Papua lancerà un programma di esplorazione e acquisizione di dati per calcolare il potenziale delle aree inesplorate e di quelle che ancora non sono coperte da licenza. Tutti gli studi saranno proprietà di Papua Nuova Guinea, ma Eni avrà la prima opzione per identificare aree di interesse.

L’accordo stabilisce inoltre l’interesse di Eni a stringere accordi con le comunità locali per esplorare congiuntamente le opportunità di sviluppo di nuovi progetti oil & gas che possono essere realizzati in tempi rapidi. Secondo l’accordo saranno anche studiati e realizzati progetti sociali nel campo delle infrastrutture e della generazione di elettricità e sarà assicurato da Eni supporto tecnologico al Paese nello sviluppo e utilizzo di energie alternative e rinnovabili come l’inutilizzata energia geotermica, l’abbondante potenziale idroelettrico e il solare. L’impegno Eni include il supporto alla creazione di un Trust Fund nazionale “per le generazioni future” e varie iniziative volte a migliorare la formazione tecnica e manageriale delle risorse locali nel campo.

L’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, non è preoccupato per la crisi finanziaria internazionale e sottolinea che “i programmi li continuiamo a portare avanti, guardando con ottimismo al futuro. Noi guardiamo da qui a 10-15 anni”. Per quanto riguarda la Papua Nuova Guinea, Scaroni dice che “è un Paese molto promettente in termini di idrocarburi. C’é molto gas che non viene utilizzato e che va esportato”. E spiega: “Il gas è il combustibile del futuro. L’accordo fatto riguarda l’esplorazione, lo sviluppo e gli impianti per il gas naturale liquefatto. Nel Paese c’é spazio per costruire più di un liquefattore, forse anche 2, 3 o 4. Saremo la seconda grande compagnia internazionale, dopo Exxon, oltre al Santos e a compagnie australiane ed altre più piccole. Lì però c’é molto gas che deve essere esportato, i mercati ai quali vogliamo rivolgerci sono quelli del Giappone, della Cina, di Singapore e Taiwan”. E poi con orgoglio precisa: “La ragione per la quale siamo stati invitati al programma è la nostra politica in termini di sostenibilità che è la ragione chiave della nostra presenza”.

Insomma il cane a sei zampe inventato da Enrico Mattei continua a correre veloce nel mondo.

Foto: Paolo Scaroni

Vedi anche

La Banca d’Italia non stampa soldi e non vigila. Ma a cosa serve?

La Banca d’Italia stampava moneta e vigilava sulle banche. La prima funzione è scomparsa da …

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close