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Se un marziano capitasse qui direbbe che i politici sono pazzi

Mettiamo il caso di un marziano che si fosse sintonizzato sulle italiche vicende un paio di mesi fa e che fosse tornato a sintonizzarsi oggi. Cosa avrebbe dedotto? Che adesso c’è una crisi politica determinata dallo sgretolamento della maggioranza e che questa crisi è sopravvenuta dopo una brillante risoluzione concertata dei gravi problemi che attanagliavano mesi fa l’Italia. Il nostro marziano, se avesse invece seguito costantemente gli accadimenti, avrebbe concluso: questi sono pazzi incoscienti criminali.
Qualcuno potrebbe dargli torto? Sembrava – qualche mese fa – che l’Italia avesse urgente bisogno d’essere salvata. Che non ci fosse più tempo di giochetti né di attendismi. Appariva a tutti improcrastinabile riformare il sistema fiscale, avviare il risanamento della sanità, far ripartire grandi opere, stimolare l’assorbimento progressivo della disoccupazione, aggiustare la collocazione della lira per non perdere il treno europeo, stroncare le spese voluttuarie per innescare un circolo virtuoso nei conti pubblici… Insomma, il peso dello sfascio gravava talmente da tenere ciascuno con il fiato sospeso.
L’ingenuo marziano avrebbe visto, dunque, un popolo di salvatori della patria in frenetica spasmodica consapevole collaborazione unicamente preoccupati del bene comune.

CHIACCHIERE E FAIDE
La tragicommedia della Finanziaria riassume bastantemente ciò che è avvenuto. Troppo rigorosa alla nascita, è diventata troppo debole al battesimo, per alcuni. Per altri è stato l’esatto contrario. Però tutti hanno convenuto sulla urgente necessità di scongiurare esercizi provvisori e pericolosi vuoti.
Il marziano si è poi distratto. Ha seguito altre telenovele e s’è interessato di altre odissee. Quando gli è venuto lo sghiribizzo di ripuntare le antenne verso l’Italia, s’è trovato dinanzi uno scenario completamente sgombro di problemi e di emergenze. Il palcoscenico è occupato da baruffe chiozzotte, da ripicche fra comari, da vicendevoli ricattucci, da veleni e vecchi merletti.

VECCHIE ZITELLE E PERICOLOSE VEDOVE
Tutto sommato uno spettacolo affascinante e divertente: c’è chi tira in ballo Peron e chi evoca il bunker della cancelleria di Berlino, c’è chi scrive di ribaltoni e chi di governicchi modello balneare, c’è la zitella che non vede l’ora di farsi impalmare e la vedova avvezza a stroncare i mariti, ci sono i non-inquisiti, che s’affrettano a consolidarsi prima che arrivino le omicide comunicazioni di garanzia, e ci sono i già-inquisiti, che confidano nella memoria corta dei peones.
È divertente seguire minuto per minuto dichiarazioni che si incrociano, incontri notturni più o meno segreti, strette di mano fasulle e minacce col trucco, personaggi consunti e sputtanati che rivendicano, tronfi, dignità e prestigio… è un teatro degno di Edoardo e di Goldoni.
Purtroppo il divertimento è amaro.

L’IGNARO MARZIANO
Il marziano non lo sa ma le terribili emergenze si sono aggravate, altroché. E il Palazzo non è un circo ridanciano e buffo. Tutt’altro. È il luogo dove gli egoismi, gli arrivismi, la cialtroneria, il menefreghismo, l’effimero, la vanità, la prepotenza e la criminale spavalderia trovano il top dell’espressione.
E, se hanno ragione coloro i quali rivendicano un Palazzo speculare del Popolo che lo esprime, c’è da morire di paura.
Giuseppe Spezzaferro

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