Prima / DIBATITTO / Società / Il lago della politica è agitato ma soltanto in superficie

Il lago della politica è agitato ma soltanto in superficie

I venti sconvolgono la superficie dell’acqua. Al di sotto, è calma piatta. La politica è un misero lago increspato, a tratti perfino agitato. Poco sotto il pelo libero, il sistema dominante non si smuove di un millimetro: le leve del comando sono in mano ai boiardi di sempre; indisturbati i cacicchi ordiscono le loro trame; le banche piangono e… lucrano; i “padroni del vapore” (espressione antica, ma quantomai efficace) non smuovono un euro se prima non avranno acciuffato il più possibile dei soldi pubblici; in Piazza Affari gli speculatori fanno i loro giochetti mentre alle frontiere gli sciacalli arrotano i denti. Chi dimentico? L’industrialotto che va a sfruttare manodopera a basso costo in Albania? L’ingegnere che s’arricchisce progettando un’aiuola comunale? Il consulente che copia due paginette da una ricerca che non ha fatto lui? Basta guardarsi intorno per vedere quanta gente si fa gli affari propri mentre gli occhi della cosiddetta pubblica opinione sono puntati altrove.

Il fatto è che la superficie è in bella vista e soltanto pochi sono attrezzati per… sommozzare. E, per di più, non raccontano a tutti ciò che vedono. Quando viene a galla – è proprio il caso di dirlo – una vicenda poco commendevole, è perché fa l’interesse di una delle parti in causa. Come il “pentito” di mafia descrive i reati delle “famiglie” a lui nemiche, così lo scopritore di magagne fa sovente il gioco di qualcuno.
In superficie vediamo grandi sconvolgimenti.

NAPOLITANO, GRILLO E RENZI
C’è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che annuncia le dimissioni, operando un’ennesima forte pressione su governo e Parlamento. Lo sanno pure i bambini che le dimissioni si danno, punto e basta. Quanto si annunciano (leggasi: si minacciano) la cosa ha tutto un altro sapore.

C’è il comico genovese Beppe Grillo che annuncia un’autodecapitazione, nel senso che pone la propria testa sullo stesso piatto con altre cinque. Una versione burlesca del Battista servito alla perfida Salomè. Al comando del Movimento 5 Stelle c’è oggi una specie di direttorio. Siccome non credo che ci sia da qualche parte un Napoleone pronto a mandarlo in pensione, il neonato parto della fantasia grillina è meglio chiamarlo “comitato di garanzia” oppure “collegio di garanti” o in qualsivoglia altro modo.

Grazie a questa invenzione, comunque, Grillo è tornato sulle prime pagine dei giornali e dei tiggì. Intanto, perde voti e consensi.
In superficie risaltano forti e chiari anche i melodrammatici interventi del presidente del Consiglio dei ministri oltre che vertice del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea, al secolo Matteo Renzi.

LE CARTE DI BERLUSCONI
Ipse dixit: «Berlusconi sta al tavolo ma non dà più le carte». Bene, caro Renzi, ma è forse una tua vittoria? Non è piuttosto la vittoria del Pd, che tanto si è adoperato per battere il tycoon di Arcore nei tribunali? Di quel Pd che stai rottamando e che non vedi l’ora di sostituire con una moderna Balena Bianca?

Fra parentesi, ti faccio anche notare che un quasi ottantenne miliardario, condannato ai servizi sociali e privato del diritto di votare e di essere votato, abbandonato dai “fedelissimi”, capo di un partito vampirizzato, è tuttora in grado di farti venire i sudori freddi. E ti pare una vittoria?

I MOSTRI CHE NON SI FANNO VEDERE
In superficie, se ne vedono tante, ma non appare ciò che in realtà accade. Ci vorrebbe un novello Mosè, capace di separare le acque e mettere allo scoperto il fondo del lago. Vedremmo scheletri e carcasse umane, feroci animali preistorici in lotta con dragoni griffati pure nella coda, mostriciattoli avvinti agli scranni dai quali traggono potere e quattrini, bestie immonde pronte a divorare chiunque attraversi il loro territorio.
Sotto il miserabile lago della politica, prospera tutto un mondo di sudiciume misto a corruzione.

Io, in verità, sogno la formazione di un’agguerrita squadra di sommozzatori in grado di fare piazza pulita, ma so che resterà un sogno. A pensarci bene, a chi interesserebbe davvero? Ciascuno, nel profondo del proprio animo, sa di avere più di quanto meriti e perciò un vero cambiamento spaventa tutti. O quasi.
Giuseppe Spezzaferro

Vedi anche

Falcone ucciso dal finestrino aperto

Sulla bretella dell’autostrada Palermo-Mazzara del Vallo, andando verso Punta Raisi, all’aeroporto intitolato a Giovanni Falcone …

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close