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“Centurion” vietato ai minori: non contiene scene di sesso

In tv è passata una schifezzuola di film. Sono stato ingannato da un titolo fortemente evocativo titolo: “Centurion”. Le vicende dell’occupazione romana dell’Inghilterra sono senz’altro meglio di una qualunque fiction. Almeno per me. Patito di film storico-mitologici, o “in costume”, è facile che mi capiti la fregatura. Ma, a dimostrazione che quasi nulla avviene per caso, il filmaccio m’ha suggerito alcune considerazioni. Era, infatti, proibito ai minori. L’avvertenza di non farlo vedere ai bambini è stata lanciata più volte mentre il film era in onda.

Il motivo? Il console romano, fatto prigioniero, viene torturato e si vedono ben due strisce di sangue solcargli il petto. Durante un combattimento, schizza un po’ di sangue qua e là. C’è, infine, l’orribile scena (da immaginare perché non si vede niente) di un legionario straziato dai lupi.
La pellicola non contiene nemmeno una scena di sesso. E questo m’ha fatto pensare.

In televisione il sesso tracima. Anche in una fiction “romantica” c’è l’inevitabile spogliarello reciproco di lui e lei. Di solito, cominciano a spogliarsi per le scale o in ascensore. Si abbracciano freneticamente in una sinfonia di ohhh! ahhhh! mmmmm! ansimanti e rantolanti. Primo piano di lei che si avvinghia. Primo piano di lui che se la mangia.
Non dico niente di nuovo se faccio presente che l’accresciuta diffusione di comportamenti omosessuali derivi anche da un sesso “recitato” difficilmente replicabile nella realtà.

La mia età mi mette al riparo dalle confusioni che attanagliano i giovani, ma debbo ammettere che in vita mia non mi è mai capitato di sentire una donna mugolare al primo bacio. Ma davvero esistono uomini capaci di far fremere di desiderio una donna soltanto sfiorandola? A pensarci bene, una volta m’è capitato. C’era una tizia che definire ninfomane non è affatto esagerato. Le scattava subito la voglia, ma non era merito mio o di altri. Era la sua malattia a farla gemere a contatto con il maschio.

In “Centurion” si fa la guerra (malamente, fra l’altro) e non l’amore. È pericoloso, perciò, per i minori.
La ideologia dominante consente di somministrare ai minori le relazioni omosessuali perfino nelle pubblicità, di sommergerli di respiri affannosi, di zizze al vento e di guizzanti culi maschili (?), ma, per carità, niente violenza; nemmeno quella raffazzonata e ridicola di un lungometraggio di serie C.

I minori vengono preparati alla vita nutrendoli di baci divoranti e rumorosi accoppiamenti. La guerra è cosa per adulti, è ovvio. Ma una sana scazzottata a scuola con il compagno di banco dà più soddisfazioni di una scopata televisiva. Credetemi.
Giuseppe Spezzaferro

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