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Sfottete pure santi e carabinieri ma non toccate i gay

Il settimanale “Visto” è andato in edicola con allegato un libretto intitolato “Le migliori barzellette sui gay“. È successo il finimondo sui cosiddetti social network, che, com’è noto, sono la libera arena nella quale si scatenano i peggiori istinti. In quei circhi ci si imbatte di rado in persone dotate di un minimo di cultura ed di un’intelligenza sopra la media. In genere, a sfogarsi sul web è povera gente che non ha chi l’ascolti a casa e non riesce ad attaccare bottone nemmeno alla fermata dell’autobus. Sono persone che copiano e incollano luoghi comuni e che – a parole – sposano tutte le battaglie “nobili”. Vogliono il pianeta pulito ma la birra fredda di frigo; invocano la pace tra gli uomini ma fanno la guerra nel condominio; difendono gli zingari ma chiamano la polizia se entrano nel cortile di casa; insomma, è inutile che faccia l’elenco. Chiunque abbia avuto almeno una volta la ventura di navigare sulle reti sociali sa di cosa parlo.

Ebbene le barzellette sui gay sono state definite da queste anime candide un invito alla violenza sessuale, un’odiosa manifestazione di omofobia e via esagerando i toni fino all’inverosimile.

Le barzellette mi fanno ridere se sono ben raccontate oltre che divertenti. Non m’interessa se una storiella prenda di mira la religione il sesso la femmina il maschio il cieco lo zoppo il balbuziente il carabiniere la politica… l’importante è che sia non volgare e che faccia ridere.

A volte, provo un forte fastidio se lo sfottò riguarda Maria Vergine o Gesù Cristo. Non sono un baciapile ma mi chiedo perché quel comico non dimostri lo stesso coraggio scherzando su Maometto. È che i Musulmani sono più “sensibili” dei Cattolici e perciò meglio sfottere Dio che Allah (che poi sono la stessa cosa).

Non mi pare che sui social network ci siano state tante rimostranze per un barzelletta sulla crocifissione oppure, scendendo di qualche gradino, sui carabinieri.
Non ho mai visto qualcuno strillare al vilipendio ricordando il sangue versato dai carabinieri per mantenere l’impegno giurato a difesa di tutti. Né ho mai letto di anatemi scagliati contro una barzelletta che sfotte il chirurgo.

La lezione che ne traggo è: sfottete chi vi pare, ma lasciate stare i gay. E qualcuno ancora insiste nel dire che non sono una lobby. «Ma ci facci il piacere!», per dirla con Totò che, in quanto a sfottò degli omosessuali, non lo batteva nessuno.
Giuseppe Spezzaferro

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