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Mediobanca: le multinazionali italiane fanno quattrini all'estero e licenziano in Italia

Le multinazionali italiane hanno prodotto, nel 2013, il 67% dei loro beni all’estero. In termini di fatturato, è il 91% realizzato all’estero e il 9% in Italia. Sono dati diffusi dal Centro studi di Mediobanca che ha analizzato le 2.050 imprese italiane che hanno oltre 500 addetti e che hanno un’organizzazione multinazionale. Queste imprese realizzano circa il 50% del fatturato della manifattura e coprono il 57% dell’export made in Italy.

Avendo cuore e cervello proiettati all’estero, è automatico che in Italia siano diminuiti i posti di lavoro. Delocalizzare, cioè produrre in Romania o in Viet Nam, porta enormi vantaggi: l’operaio s’accontenta di pochi dollari, non ci sono sindacati che “disturbano”, non si devono rispettare norme di sicurezza né vincoli ecologici. Insomma, una pacchia.

Dal 2008, l’occupazione è calata del 9,2% nelle società pubbliche (quoque tu, Eni) e del 10,6% nell’industria controllata da società straniere.
Qualche responsabilità ce l’hanno pure le banche. Gli analisti di Mediobanca hanno calcolato che sono 33 i miliardi di mancato credito in 4 anni.
Giuspe

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