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Istat: Pil in calo dello 0,2% ma a giugno la produzione sale

Nel secondo trimestre di quest’anno il Prodotto interno lordo (Pil) è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% nei confronti del secondo trimestre dell’anno scorso. Il dato Istat stronca tutte le belle parole distribuite in questi giorni da Palazzo Chi e dintorni.
Al momento, dunque, è recessione: per quest’anno il Pil viaggia sul -0,3%.

Nello stesso periodo – scrivono gli analisti dell’Istituto di statistica – il Pil è aumentato del 2,4% negli Stati Uniti e del 3,1% nel Regno Unito.
La vera urgenza del governo è quella economica. A settembre si vedrà quanti prelievi dalle nostre tasche saranno decisi per coprire il buco.

Eppure, non abbandono la speranza di un colpo di reni. Uno di quei “miracoli” che fanno impazzire gli economisti e i ragionieri.
Quasi in contemporanea, infatti, ai dati sul Pil, l’Istat ha diffuso anche l’indice della produzione industriale del mese di giugno. Sono due segni più: +0,9% rispetto a maggio e +0,2% rispetto al primo semestre del 2013.

L’ALIMENTARE “TIRA”
Sono percentuali di crescita sopra lo zero (anche se di poco) che fanno credere in un Pil positivo per la fine dell’anno.
Per quanto riguarda i settori di attività economica, i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale a giugno sono: industrie alimentari, bevande e tabacco (+4%); fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+3,9%); produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+2,2%).

Nonostante la crisi, ci sono aziende che producono ed esportano. A condizioni uguali per tutti, dunque, alcuni imprenditori continuano a navigare, altri riescono a galleggiare e altri ancora vanno a fondo. Vogliamo dire che l’elemento umano è dirimente? Sarebbe pure ora.
Giuseppe Spezzaferro

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