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Riprende la vendita di auto nuove Federauto: a luglio mercato a +5%

A luglio sono state immatricolate 113.777 auto nuove. Rispetto a luglio dell’anno scorso l’aumento è del 5%. Anche questo dato (diffuso dal ministero dei Trasporti) è un piccolo segnale di ripresa. La crisi, infatti, si è sommata alle tasse e all’eccessivo costo della benzina, per cui gli italiani hanno “scelto” di tenersi la macchina vecchia.
Intendiamoci, non è che il 5% in più sia questa gran cosa, soprattutto dopo i segni meno registrati mese dopo mese (v. https://ilnostroarcipelago.com/1704/si-vendono-meno-automobili-perche-ci-sono-troppi-cacicchi). A maggio, per esempio, le nuove immatricolazioni erano state circa il 4% in meno rispetto a maggio 2013.

La Federauto (Federazione italiana concessionari auto) parla di un «modestissimo aumento del mercato auto, che però esprime volumi critici, molto simili agli anni ’70». Per parlare di ripresa, sostengono i concessionari, ci vorrebbe una percentuale di crescita a due cifre e ciò non sarà possibile finché lo Stato continuerà a spremere il comparto-auto come un limone.

Gli acquisti di auto nuove sono scesi al punto che, secondo i calcoli di Federauto, «tra Iva, bollo, IPT e tasse varie lo Stato sta introitando 3 miliardi di euro in meno all’anno».

Il presidente di Federauto Filippo Pavan Bernacchi ha commentato: «Se continua questo trend di ‘finta ripresa’ il 2014 chiuderà sul livello del 2012, attorno a 1.350.000/1.400.000 pezzi. E voglio ricordare che il 2012 è stato un anno orribile per il nostro settore».
A proposito di un eventuale intervento pubblico, il presidente Federauto ha detto: «In merito a quanto ipotizzato dal ministro Lupi (Maurizio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; ndr), riteniamo perfetta la detraibilità per le Partite Iva perché aiuterebbe le aziende a rinnovare i propri parchi. Ma i privati, le famiglie, hanno bisogno di uno strumento diverso che abbatta il costo degli autoveicoli in un’unica soluzione. La nostra proposta per questi utenti è un’aliquota Iva agevolata. Senz’altro immediata, facile, comprensibile, che ha come vantaggio quello di abbattere il prezzo dei beni alle famiglie, in forte crisi di liquidità. Mentre vediamo molto bene la detraibilità per le riparazioni e manutenzioni di officina. Tutti gli operatori, e mi riferisco in particolare agli indipendenti, sarebbero costretti a emettere sempre il documento fiscale e il sommerso verrebbe alla luce eliminando, nel contempo, la concorrenza sleale verso chi lavora rispettando le regole».

Sono tutte proposte, ha concluso Pavan Bernacchi, già presentate da Federauto al governo e al Parlamento.

Non vorrei fare la figura del polemico cavilloso, ma il fatto che il mercato dell’auto registri un segno più, senza alcun intervento favorevole del governo (anzi con l’aumento del costo dei carburanti), significa che è cominciata la risalita dopo aver toccato il fondo. Ancora una volta è dimostrato che lo scorrere della vita quotidiana segue ritmi imprevedibili. Ben vengano, dunque, alcuni interventi ma guai a drogare il mercato, come s’è fatto con la rottamazione. Esaurita la droga, restano i problemi strutturali e sono quelli che vanno affrontati. Per esempio, è arrivato il momento che lo Stato la pianti di aumentare le accise sulla benzina tutte le volte che ha bisogno di denaro fresco. Anche perché c’è un limite oltre il quale è impossibile andare perfino per il nostro fantasioso Fisco creativo.
Giuseppe Spezzaferro

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