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La Bce prova a spingere le banche affinché prestino quattrini per la ripresa

La Banca centrale europea ha lasciato invariati i tassi d’interesse, che – è meglio ricordarlo – sono ai minimi storici. Il comunicato di Francoforte, rilanciato dalla Banca d’Italia, è more solito “tacitiano”.
Ecco il testo integrale: «Nella riunione odierna il Consiglio direttivo della BCE ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,15%, allo 0,40% e al -0,10%. Il Presidente della BCE illustrerà i motivi di tali decisioni nella conferenza stampa che avrà luogo questo pomeriggio alle ore 14.30 (ora dell’Europa centrale)».
E il presidente Mario Draghi ha confermato che i rischi d’inflazione (fantasma terribile per i tedeschi) sono risibili e che perciò mantenere basso il costo del denaro resta la carta migliore da giocare per favorire la ripresa.

1.000 MILIARDI
Draghi ha anche sottolineato come i nuovi prestiti a lungo termine destinati alle banche e condizionati al credito a famiglie e imprese potrebbero ammontare a 1.000 miliardi di euro. Le prime aste sono previste il 18 settembre e l’11 dicembre.

In breve: le operazioni di rifinanziamento a lungo termine per le banche con scadenza triennale (Longer term refinancing operation, Ltro) ora hanno una “t” davanti che sta per targeted. Gli Ltro ora si chiamano Tltro e sono prestiti vincolati per aziende e famiglie (non mutui).
In questo modo, la Banca centrale europea ritiene di arrestare la speculazione delle banche che hanno fin qui preso i soldi a prestito dalla Bce, pagando una miseria di interessi, per comprare titoli di Stato che danno interessi maggiori e lucrare così sulla differenza.

Adesso le banche che prendono quattrini dalla Bce dovranno prestarli a imprese e famiglie. Funzionerà? In ballo ci sono grosse cifre e le banche non sono istituti di carità e neppure hanno a cuore gli interessi generali, perciò resta la domanda: troveranno il sistema di prendere da una parte e non dare dall’altra oppure cominceranno a rispondere sì alle richieste di famiglie e imprese?
Giuseppe Spezzaferro

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