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Cnr: l’anidride carbonica divorata da un batterio dei Campi Flegrei

Per i batteri, come per i confetti purgativi dei miei tempi, basta la parola. Le massaie (termine nel quale includo le donne maritate, le vedove, gli uomini soli e i transgender) si forniscono abbondantemente di detersivi e disinfettanti per difendere cucina, bagno, pavimenti e quant’altro dall’assalto dei germi, cioè batteri, virus etc.
Non tutti i batteri, però, sono dannosi. Pensate, per esempio, a quelli dello yogurt.
Tra quelli utili, c’è senz’altro la Thermotoga neapolitana, che cresce a 80 gradi nelle solfatare marine del litorale Flegreo. A scoprirne le grandi capacità “purificatrici” è stato un team di ricercatori dell’Icb-Cnr di Pozzuoli, cioè dell’Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche.

La Thermotoga neapolitana cattura, pensate un po’, l’anidride carbonica, che, come sanno anche i meno informati, è responsabile del cosiddetto effetto serra (demone dei moderni millenaristi profeti dello scioglimento dei ghiacciai polari).
Angelo Fontana, che ha diretto il team di ricercatori Icb-Cnr, spiega: «Le cellule della Thermotoga si comportano da micro reattori in grado di produrre idrogeno da fermentazione di substrati organici, inclusi materiale di scarto dell’industria agro-alimentare, permettendone una trasformazione in energia pulita».

Lo strumento inventato per sfruttare il batterio campano è stato battezzato Capnophilic lactic fermentation, Clf.

Spiega ancora Fontana: «Clf rappresenta un inedito metodo che consente di avere simultaneamente tre vantaggi: la produzione di energia pulita, la cattura dell’anidride carbonica e il recupero di materiali di scarto».

A chi voglia conoscere nei particolari come funziona il Clf – cioè la conversione dell’anidride carbonica in acido lattico durante la produzione biologica di idrogeno attraverso la fermentazione batterica di scarti organici – consiglio lo studio pubblicato su International journal of hydrogen energy (http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0360319913031753).

Per quanto mi riguarda, la notizia mi conferma nella convinzione che non ci sarà nessun cataclisma perché l’uomo trova sempre il modo di continuare a fare i propri comodi senza pagare pegno. Il principio è la lancia di Achille, cioè dell’arma che uccide e resuscita (vedi anche la mazza di Dagda, cioè Zeus, nella tradizione celtica).

Per campare bene (comodità, sfizi e vizi) produrremo ancora quantità enormi di anidride carbonica, ma elimineremo i danni grazie ad un batterio che, guarda la combinazione, arriva dai Campi Flegrei.
Giuseppe Spezzaferro

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