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Il buen ritiro a bocca aperta per il cancello dell’intoccabile

A Roma, in un antico edificio di via Gregoriana il portone d’ingresso e due grandi finestre sono prepotenti bocche impietose che sbranano e trangugiano. Quel palazzo l’ho visto la prima volta attraverso le parole di Gabriele d’Annunzio: «Giunto a Roma in sul finir di settembre del 1884, stabilì il suo home nel palazzo Zuccari alla Trinità de’ Monti, su quel dilettoso tepidario cattolico dove l’ombra dell’obelisco di Pio VI segna la fuga delle Ore» (“Il piacere”, Oscar Mondadori, 1965). L’home è del conte Andrea Sperelli, protagonista del romanzo, il quale arredò tra quelle pareti il buen retiro, che tanto scandalizzò gli ipocriti benpensanti dell’epoca.
bocca port greg

Oggi, di fronte alle tre fauci, che non fanno paura nemmeno ai bambini, avvezzi come sono all’horror tv, un qualche “intoccabile” ha sfasciato senza misericordia le vecchie pietre per montare un cancello telecomandato, uno di quelli che stanno all’ingresso delle fabbriche.
L’edificio è letteralmente a bocca aperta dinanzi a quell’obbrobrio.

partic port greg

Per evitare fraintendimenti, è meglio precisare che gli “intoccabili” di Roma sono tutt’altro genere rispetto agli “intoccabili” di Bombay, città che adesso si chiama in altro modo per soddisfare il nazionalismo indiano (assai pericoloso come dimostra il dramma dei due marò prigionieri).
Nella divisione in caste, dunque, i “paria” sono quelli che stanno più in basso e che fanno i mestieri più umili. Sono “intoccabili” perché quelli delle caste superiori stanno bene attenti a non sfiorarli nemmeno con l’orlo della veste.

Al contrario, gli “intoccabili” di casa nostra sono quei privilegiati che godono di corsie preferenziali e che, anche nei rari casi nei quali capitino sotto un qualche magistrato, non pagano mai pegno.
Qui pubblico le foto del “buen retiro” e dell’obbrobrioso cancello dirimpettaio.
cancello obbrobrios

Chiudo con due note a margine.
Gabriele d’Annunzio abitò a 27 anni davvero in via Gregoriana ma al numero 5 e non in un lussuoso appartamento bensì in un monolocale.
La locuzione spagnola “buen retiro” fu il nome di una villa vicino Madrid dove Carlo di Borbone delocalizzò (accadeva anche nel ‘700) la fabbrica di porcellane di Capodimonte. Diventò poi espressione comune per definire lo “scannatoio”, pied-à-terre o garconnière per gli incontri clandestini (di solito lui è sposato, a volte anche lei).
Giuseppe Spezzaferro

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