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Gli italiani risparmiano sulla benzina e lo Stato incassa meno quattrini

I consumi calano e lo Stato incassa meno Iva e meno accise, per cui aumenta le tasse per fare cassa. La pressione fiscale deprime ulteriormente i consumi con relativo calo degli incassi fiscali. La domanda è: fino a quando? Arriverà un momento nel quale la spremitura fiscale troverà un limite nel fatto che non ci sarà più nulla da spremere.

Giorni fa ho pubblicato i dati relativi alla diminuzione delle immatricolazioni (https://ilnostroarcipelago.com/1704/si-vendono-meno-automobili-perche-ci-sono-troppi-cacicchi) sottolineando che a rimetterci non erano soltanto i fabbricanti di auto e i concessionari di vendita. Adesso un comunicato ufficiale dell’Unione petrolifera (Up) informa sul calo dei consumi petroliferi.
A maggio sono stati, infatti, circa 5 milioni di tonnellate, con una diminuzione del 6% (cioè 318.000 tonnellate in meno) rispetto a maggio di un anno fa.

La benzina, precisa il comunicato Up, nel complesso ha mostrato un calo del 3,6% (‐25.000 tonnellate) rispetto a maggio 2013, mentre il gasolio autotrazione del 2,4% (‐47.000 tonnellate).
Prendendo in esame i primi cinque mesi dell’anno, l’Up scrive che i consumi petroliferi sono stati di circa 23,7 milioni di tonnellate, con un calo del 4% (980 mila tonnellate in meno) rispetto allo stesso periodo del 2013.

Nei primi cinque mesi del 2014 il gettito fiscale stimato (accise + Iva) dei carburanti (compreso gpl auto) è stimato in diminuzione di circa 190 milioni di euro (di cui 180 di sole accise) rispetto allo stesso periodo del 2013 (‐1,3%).

Gli italiani comprano meno automobili e consumano meno benzina. Lo Stato incassa di meno. Soltanto le accise, cioè quello che lo Stato preleva per ogni litro di benzina venduto, sono calate di 180 milioni di euro.
È ora che qualcuno ai piani alti si dia una smossa.
Giuseppe Spezzaferro

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