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11 milioni di italiani hanno detto sì a Renzi In più di 20 milioni hanno detto no a tutti

Sono stati 49.256.203 gli elettori chiamati a eleggere i 73 rappresentanti italiani al Parlamento europeo. Di questi ha votato il 58,69%. Cioè sono andati alle urne in circa 29 milioni (28.908.465)
Cinque anni fa, alle elezioni europee, del 2009, l’affluenza alle urne era stata del 66,47%. Continua, dunque, il calo degli Italiani disaffezionati dai politicanti.

Matteo Renzi, il vincitore assoluto (vero recordman che molti affiancano ad un antico leader Dc, Amintore Fanfani, rendendo ad entrambi un cattivo servizio) ha raccolto 11 milioni e 100 mila voti (voto più, voto meno).

Il 41,31% degli Italiani ha bocciato tutti e non è andato a votare. A rifiutare in blocco l’intera offerta elettorale sono stati più di 20 milioni.

L’altro dato da non sottovalutare riguarda i fedelissimi di Silvio Berlusconi, il quale ha pagato il prezzo dei cambiamenti nel gruppo dirigente di Forza Italia in aggiunta a quello determinato dalla condanna penale subita.
Nonostante una campagna elettorale limitata dai vincoli del leader, gli Italiani che hanno confermato la fede in Silvio sono stati poco più di 5 milioni.
Una cifra irrisoria se paragonata ai risultati precedenti, ma sostanziosa per un partito decapitato (sia pure momentaneamente) e nel bel mezzo del guado verso una Forza Italia “depurata”.

Per il momento, dunque, l’unico interessato ad anticipare le elezioni politiche è Renzi. Potrebbe liberarsi di deputati e senatori Pd che gli fanno la fronda e, con il sostegno mai mancato del Quirinale, svecchiare l’Italia per davvero.

Per quanto riguarda il comico genovese, confermo ciò che avevo detto per le elezioni in Sardegna: lì Beppe Grillo non si era presentato per non rompere la magica illusione di un movimento in continua crescita. Ma il voto di ieri ha ribadito che il pieno di voti l’aveva già fatto e che dovrà faticare a frenare l’inevitabile caduta.

Un’ultima annotazione la dedico ai sondaggisti. Gli Italiani meravigliano sempre. Sono capaci dei gesti più nobili quanto di quelli più ignobili, ma una cosa è certa: sono imprevedibili. E il voto di queste europee l’ha dimostrato ancora una volta.
Giuseppe Spezzaferro

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