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La Bce non ce l’ha con Renzi

Grande rumore sui media per il bollettino di marzo della Banca centrale europea (Bce).
Cito soltanto le due principali testate.
Scrive il corriere.it: «Un duro richiamo alla realtà. Finora l’Italia “non ha fatto tangibili progressi rispetto alla raccomandazione della Commissione Ue” di far scendere il deficit, rimasto al 3% nel 2013 contro il 2,6% raccomandato dall’Europa. Lo scrive la Bce, chiedendo che Roma faccia “i passi necessari” per rientrare nel deficit e assicuri che il debito sia messo “in traiettoria discendente”» (http://www.corriere.it/economia/14_marzo_13/bce-critica-italia-nessun-progresso-riduzione-deficit-e6fcbb1c-aa91-11e3-a415-108350ae7b5e.shtml).

Scrive repubblica.it: «Il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, hanno iscritto la possibilità di ampliare il deficit – pur restando entro il limite europeo del 3% del Pil – tra le coperture per finanziare le importanti misure a sostegno dell’economia italiana e dei lavoratori. Ma dalla Bce arriva un richiamo che lascia intendere quale sia il clima internazionale nei confronti della domanda di flessibilità dell’Italia: per l’Eurotower, che per pura casualità ha pubblicato oggi il suo bollettino, il Belpaese non ha compiuto “progressi tangibili” nell’attuazione di ulteriore misure di risanamento per ridurre ulteriormente il deficit, come raccomandato dalla Commissione Europea» (http://www.repubblica.it/economia/2014/03/13/news/la_bce_bacchetta_l_italia_non_ha_fatto_progressi_sul_deficit-80890242/?rss).

La Banca centrale europea ha dunque bocciato Renzi?

IL TESTO BCE
Intanto vediamo cosa scrive la Bce: «In November 2013 the Commission recommended that additional consolidation measures be adopted to ensure compliance with the Stability and Growth Pact (i.e. to achieve the medium-term objective of a balanced structural budget in 2014 and ensure sufficient progress towards compliance with the debt criterion during the transition period). To date, however, no tangible progress has been made with regard to the Commission’s recommendation. Looking ahead, it is important that the necessary steps are taken to ensure fulfilment of the requirements under the preventive arm of the Stability and Growth Pact, particularly with regard to putting the debt-to-GDP ratio on a downward path, as also recently highlighted by the European Commission in the context of its in-depth review for Italy». («A novembre 2013, la Commissione ha raccomandato l’adozione di misure di risanamento supplementari per garantire il rispetto del patto di crescita (cioè di raggiungere l’obiettivo a medio termine di un bilancio in equilibrio strutturale nel 2014 e garantire sufficienti progressi verso il rispetto del criterio del debito nel periodo di transizione). Ad oggi, tuttavia, non sono stati compiuti progressi tangibili per quanto riguarda la raccomandazione della Commissione. Guardando al futuro, è importante che siano prese le misure necessarie per garantire l’adempimento degli obblighi del patto di stabilità e di crescita, con particolare riguardo a mettere il rapporto debito-Pil su un sentiero discendente, come anche recentemente evidenziato dalla Commissione europea nell’ambito della sua revisione approfondita per l’Italia»).
Ricordo che il Patto di stabilità e di crescita (SGP, Stability and Growth Pact) contempla due “strumenti”: “the preventive arm and the corrective arm”.

LA SMENTITA DALLE DATE
La Bce scrive sul bollettino che esso è aggiornato al 5 marzo 2014.
Il testo è stato dunque redatto una decina di giorni prima che il presidente del Consiglio Matteo Renzi annunciasse i provvedimenti già presi e quelli da prendere.

È probabile che il neoinquilino di Palazzo Chigi resti impantanato in Senato già sull’esame della legge elettorale, approvata (con molte riserve) dalla Camera, com’è altrettanto probabile che le misure proclamate restino sul libro delle buone intenzioni, ma è più che certo un fatto: le date smentiscono che nel bollettino di marzo la Bce abbia “bocciato” il governo Renzi.
Giuseppe Spezzaferro

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