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Il Senato vota la decadenza di Berlusconi Il Cavaliere disarcionato è fante tra i fanti

Silvio Berlusconi ha voluto contare amici e nemici e perciò ha parlato alla folla dei sostenitori, raccolti davanti la sua casa-ufficio di  Roma,  mentre  a  qualche centinaio di metri di distanza, al Senato, si proclamava la sua non eleggibilità a senatore in quanto condannato in via definitiva per frode fiscale.
Se si fosse dimesso spontaneamente, Berlusconi avrebbe evitato la cacciata dal paradiso decretata dai suoi angelici colleghi e avrebbe guadagnato tempo politicamente utile. Poco, in verità. È in arrivo l’interdizione dai pubblici uffici, pena cosiddetta accessoria, per cui l’uscita da Palazzo Madama sarebbe diventata davvero inevitabile.

Il Cavaliere disarcionato ha promesso alla folla che avrebbe continuato a combattere a piedi, come un fante tra i fanti. Non ha detto proprio così. Peccato. Se avesse lanciato l’allusione a Gabriele d’Annunzio, fante sul Carso, avrebbe occupato più spazio sui media. Non soltanto coloro che i sottopancia tv qualificano come “storici”, ma qualsiasi travagliato commentatore e qualunque fazioso opinionista avrebbero sicuramente evocato la Marcia di Ronchi perché propedeutica a quella su Roma e il balcone di Palazzo Venezia perché progenitore del palco di Palazzo Grazioli.

A mio parere, Berlusconi dovrebbe costringere  il meccanismo mediatico-giudiziario a prenderlo di mira come epigono del Cavalier Mussolini. Basta con le ignominie di balletti sconci, puttanelle, corruzioni e frodi d’ogni genere. Con reati di quel tipo, la qualifica di populista e demagogo è scontata. Un’accusa di fascismo, questa sì che farebbe piazza pulita di tutte le altre.

Pubblico qui di seguito due brani del testo del Senato.
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Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 142 del 27/11/2013 
(Bozze non corrette redatte in corso di seduta)

«La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deciso, a maggioranza, di proporre al Senato di deliberare la mancata convalida dell’elezione del senatore Silvio Berlusconi, ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235».
……………….
«PRESIDENTE. Si intendono pertanto approvate le conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, nel senso di dichiarare la mancata convalida dell’elezione del senatore Silvio Berlusconi, proclamato eletto nella Regione Molise.
Per consentire alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di procedere agli accertamenti relativi all’individuazione del candidato subentrante, autorizzo la stessa a convocarsi».
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Di volata il cadreghino di Berlusconi è stato occupato dal nuovo senatore, il molisano Ulisse Di Giacomo.
Giuseppe Spezzaferro

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