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La tomba di Priebke, “Repubblica” e i segreti di Pulcinella

Il capitano delle SS Erich Priebke è stato sepolto nel cimitero di un carcere. La notizia l’ha data il direttore di “Repubblica” Ezio Mauro sottolineando che il luogo è top secret.
Ha spiegato, il superinformato direttore, che nemmeno gli agenti di polizia penitenziaria sanno chi sia sepolto in quella tomba segnata da un numero. Ha scritto anche che sono stati tenuti all’oscuro il presidente della Regione, il sindaco del Comune e “autorità” varie.

Lo scoop di Mauro conferma una mia antica opinione a proposito dei segreti di Stato. Che in Italia non esistono. I soli che abbiamo sono i segreti di Pulcinella, la famosa maschera napoletana (Pullecenella) che raccontava tutto a tutti non essendo proprio capace di tenere un segreto.

Quando arrivai a Roma, circa mezzo secolo fa, scoprii che un segreto era una cosa che si raccontava ad una persona alla volta. La premessa era: «Lo dico soltanto a te, mi raccomando» E alla fine del tam-tam confidenziale un altro segreto di Pulcinella andava ad arricchire le conversazioni a bassa voce tra i privilegiati a conoscenza della notizia riservata.

Quando una cosa non è nota, non significa che sia un segreto, ma semplicemente che non c’è. Le ricostruzioni dietrologiche sono possibili proprio perché si fondano su falsi segreti.
Ciò posto, torniamo al “segreto” raccontato da Mauro.

Quanti sono le carceri che hanno un cimitero? Quanti agenti penitenziari incuriositi dallo scoop di “Repubblica” andranno a farsi una passeggiatina nel camposanto della casa circondariale a fotografare l’unica tomba segnata da un numero invece che da un nome?
Domanda finale: in quanto tempo si diffonderà questo ennesimo segreto di Pulcinella?
Scrivo in fretta, perché può darsi che proprio ora qualche agenzia stia battendo la notizia.
Giuseppe Spezzaferro

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