Prima / FOCUS / Segmenti / L’italiano per caso che difende le balene. Mah!

L’italiano per caso che difende le balene. Mah!

E’ diventato normale imbattersi in persone che si autodefiniscono “cittadini del mondo”. Uno dice: «Sono italiano per caso. Se fossi nato in Africa, sarei un negro». E’ orgoglioso, pronto a sfidare il mondo, convinto di essere un libero pensatore, uno spirito autonomo e proiettato nel futuro. Per essere un negro, sarebbe stato necessario che lo fossero stati anche i suoi genitori, o uno dei due come minimo.

Dice: «Basta con le anticaglie, le tradizioni e le regole. E’ tutta roba inventata da pochi per tenere sottomessi i molti. Siamo tutti uguali e liberi di fare quello che ci pare».
Questo della libertà è un terreno scivoloso assai. I vincoli da recidere per essere liberi piuttosto che famigliari o nazionali oppure religiosi sono economici. Per questo un giovane studente è più libero di altri. A lui ci pensano mamma e papà: lo nutrono, lo vestono, gli pagano la scheda del telefonino e lo mandano in vacanza.

Quando ci ribellammo nel ’68 lo potemmo fare perché eravamo tutti dei mantenuti. Uno che deve faticare per pagare la bolletta del gas, non è affatto libero di contestare il mondo.

E’ diventato stranormale incontrare persone insoddisfatte. Perfino chi è privilegiato, per i soldi di papà o altro, intona lamenti a fronte dei quali evaporano perfino i dolori del giovane Werther.
Uno dice: «Sono libero perché posso in qualsiasi momento cambiare la mia vita».
Il più delle volte il cambiamento si riduce al suicidio, che a me pare tutto fuorché un atto di libertà.
Mi viene in mente il tizio che per fare dispetto alla moglie si taglia i coglioni. E poi?

Per quanto riguarda le tradizioni, è vero che a tutte le latitudini e longitudini e in tutte le epoche sono state elaborate regole a beneficio di pochi. Ma vogliamo dire una volta per tutte che chi si proclamava Re ottenendo l’obbedienza degli altri era più bravo? A maneggiare la spada, a organizzare strategie, a influenzare le opinioni, a fare o inventare insomma un qualcosa che lo poneva sopra gli altri?
E c’è di più. E’ vero che uno stregone non doveva lavorare, aveva le donne che voleva e mangiava a sazietà, ma quando le cose andavano male chi veniva sacrificato per primo? Lo stregone, perché non era stato capace di assicurare la protezione della divinità.
Oggi, a un ministro che fa una cazzata gli si impongono le dimissioni (in Italia non sempre riesce, ma questo è un altro discorso).

Piccoli accenni per ricordare che di solito chi sta in alto corre più rischi e pericoli di chi sta in basso nella scala sociale. Ma anche questo è difficile da far capire. La reazione solita ricalca quella della donna bruttarella, grassottella e tapparella che a fronte di una superfica sbotta in stupidaggini tipo “ma che ha lei che io non ho?”.
Basta fare un giro per facebook e dintorni per scoprire che la maggioranza degli “scrittori” (le virgolette sono per decenza) scrivono le peggiori bestialità (in un pessimo italiano).
A fronte, per esempio, di un manager di successo dichiarano con convinzione che avrebbero saputo fare molto meglio di lui, se avessero avuto la sua fortuna.
Come la tapparella di cui sopra, protestano: «Se avessi avuto io i suoi soldi… Se avessi avuto io la fortuna di sposare la figlia di…» e via spropositando.

E’ talmente diffusa l’idiozia che siamo tutti uguali che è difficile far ragionare i più.

Uno dice: «Non sono necessari un lui e una lei per metter su famiglia. Anche due gay possono sposarsi e formare una famiglia adottando quanti figli vogliono».
Sostiene anche che essere gay è un fatto naturale tant’è vero che ci sono anche animali gay.
Guai a parlargli di guasti genetici. Di cromosomi che non si sono incrociati per il solito verso. Di geni che hanno fatto un’eccezione. E’ vero l’omosessualità colpisce anche gli animali, ma non è normale, è, per l’appunto, un’eccezione. Non so se esistano statistiche ma non credo siano così frequenti i leoni gay. Per quanto riguarda il genere umano, il comportamento omosessuale può anche dipendere da motivi diversi dall’impiccio cromosomico.
Sono state emanate leggi per difendere i diritti gay dagli omofobi, cioè da quelli che li odiano o peggio. Di solito gli omofobi invocano Madre Natura e analoghe stupidaggini.
Noto parecchie affinità con i temi relativi alle diversità etniche, religiose, razziali.
C’è il razzista da manuale e c’è il razzista alla rovescia. L’equilibrio anche qui è difficile trovarlo perché lo scontro si basa sull’ignoranza (e sulla stupidità) dell’una e dell’altra parte.

Non sono di quelli affezionati alle “leggi naturali”. Se fosse per la natura, non potremmo volare e neppure navigare sott’acqua.
Piuttosto sono di quelli che sostengono la necessità di violentare la natura per crescere. Una concezione, per la verità, che assomiglia a quella cattolica per la quale l’uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio, è essere perfettibile, cioè in continua elevazione.
L’unica strada per diventare dio è liberarsi delle servitù naturali. E’ talmente ovvio che manco ci spreco un’altra riga.

Torno invece ai “cittadini del mondo”, che non credono in una identità religiosa, etnica, culturale, storica; che non vogliono figli per non avere legami; che sono preoccupati di se stessi e dei propri bisogni; che, in sintesi, sono discentrati e senza punti di riferimento.
La domanda che mi pongo è: se non riconoscono nient’altro che se stessi, perché strillano per il riscaldamento globale? per il buco nell’ozono? per la foresta amazzonica che brucia?
L’apocalisse annunciata dagli stregoni ecologisti dovrebbe arrivare quando questi “cittadini del mondo” saranno belli che morti, e allora che gliene frega?
Non c’è una logica. Secondo me la risposta ha che fare con la moda. E’ di moda attaccare le tradizioni etcetera ecceterone come è di moda ergersi a tutori delle balene.

Come andrà a finire? Non lo so, ma spero che irrompa una moda più forte che soppianti quella oggi dominante. E’ già accaduto nel corso dell’umano cammino, e potrà ancora accadere.
Giuseppe Spezzaferro

Vedi anche

Ciascuno ha il proprio Rubicone

“Passare il Rubicone” qualche giornalista ancora lo scrive per sottolineare l’irrevocabilità di una decisione presa, …

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close