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Autocostruttori strozzati in Lombardia

di Matteo Mattioli

Il Piano Sperimentale Regionale di sostegno all’autocostruzione della Regione Lombardia, partito nel 2004, promosso dalla Provincia di Milano, Alisei Ong, Innosense Consulting, A.L.E.R. Milano e A.L.E.R. Brescia è tra i più consistenti mai avviati in Europa e prevede la realizzazione di alloggi nei Comuni di Bareggio, Besana Brianza, Brescia, Casalmaggiore, Paderno Dugnano, Pieve Emanuele, Trezzo sull’Adda e Vimodrone, per un totale di circa 125 abitazioni. Il finanziamento regionale previsto per l’autocostruzione è di 11,8 milioni di euro.

Questo progetto sperimentale è passato purtroppo in sordina perché pochi giornali se ne sono occupati, pochissimi sono andati a vedere se le case sono state consegnate ai legittimi proprietari.

BESANA BRIANZA
Nel 2005 furono selezionate 10 famiglie delle 29 che parteciparono al bando del Comune. Dopo 5 anni e 1.800 ore cadauno pensavano di poter a buon titolo abitare ciò che era costato loro tanto sacrificio. Invece “Da due anni nessuno fa più niente. Non abbiamo novità da mesi e tutte le istituzioni, Comune, Aler e Regione ci hanno abbandonato” accusano.
Il 22 settembre 2012 il Consigliere della Lega Nord Massimiliano Romeo, durante un sopralluogo nel cantiere, definisce la situazione vergognosa e assicura di fare una interrogazione alla Regione.

BRESCIA
Nel quartiere di Sanpolino di Brescia le case incompiute vengono addirittura rase al suolo nel 2012.

VIMODRONE
Nel Comune di Vimodrone, provincia di Milano, l’iter parte con la delibera della Provincia firmata dall’allora presidente Filippo Penati l’8 giugno 2005.
Ad oggi la situazione è quella che l’ufficio stampa del Comune descrive sul proprio mensile di informazione: “L’attività in cantiere è ormai ripresa da qualche mese e dovrebbe terminare con il prossimo autunno, secondo quanto previsto dal cronoprogramma. […] Volendo fare una breve storia del progetto, ricordiamo che tutto ebbe inizio nel 2007 con il bando per la selezione dei
partecipanti; il progetto si era bloccato nel 2010 a causa del fallimento di Alisei, i gestori sociali e tecnici; il Comune ha fatto pressione su Aler per sbloccare la situazione; Aler ha dovuto aspettare che il cantiere venisse svincolato dal curatore fallimentare per poter appaltare nuovamente i lavori. Un nuovo intoppo è sopraggiunto con i terremoti dello scorso maggio che hanno indotto il Governo ad estendere la normativa antisismica a tutto il territorio nazionale, rendendo necessario l’adeguamento strutturale alla normativa. Questi ritardi e le variazioni progettuali hanno causato un aumento dei costi e conseguentemente un aumento del prezzo di riscatto per gli autocostruttori, 130.000 euro”.
Negli altri casi, a parte quello di Casalmaggiore (CR) affrontato già in precedenza su questo blog, l’esito del progetto rimane avvolto nel mistero.

TREZZO SULL’ADDA
E’ il caso di Trezzo dove il progetto avviato nel 2005 prevedeva la costruzione di 12 abitazioni ma i lavori si interrompono nel 2010 al 75% di stato di avanzamento .

PIEVE EMANUELE
Il cantiere di Pieve Emanuele parte lo stesso anno e nel novembre del 2011 un articolo del quotidiano Il Giorno descrive questa situazione che non fa propendere verso una felice conclusione: “Per finire le case mancherebbero tre mesi di lavoro e 1 milione e 280 mila euro ma si rischia che se i soldi non vengono trovati in tempi rapidi e non ripartono i lavori, le intemperie danneggeranno le case e serviranno più soldi di quelli previsti per terminare l’opera”.
BAREGGIO
Di Bareggio si conosce solo il giorno di apertura del cantiere, 5 aprile 2008.

PADERNO DUGNANO
A Paderno l’unica notizia è che a distanza di 6 anni dall’avvio del progetto, cioè nel 2011, l’Aler istituisce un bando pubblico per i lavori di completamento dell’opera.

Ci sono un paio di cose che forse sfuggono al lettore che si è cimentato nell’impresa di capirci qualcosa, prima di tutto come definire l’esito di questo progetto (…se non un successo!?), che ricordiamo aveva nelle intenzioni di costruire 125 abitazioni per giovani coppie, e soprattutto, a parte gli autocostruttori che si sono fidati, senza la necessaria malizia, dei loro rappresentanti politici, di chi è la responsabilità di quello che sembrerebbe a prima vista una truffa?

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