Prima / DIBATITTO / Società / I tric trac, il Grillo camperino e i pensierini del presidente Letta

I tric trac, il Grillo camperino e i pensierini del presidente Letta

La dinamica dell’esplosione della rabbia popolare mi ricorda i tric trac che da ragazzino sparavo a Natale: una serie di scoppi consecutivi e di uguale intensità prima del potente botto finale.
L’irruzione dei cinquestelle ha salvato dal botto finale il ceto politico dominante. Il comico genovese prestato alla politica ha fatto da antidoto. Ha fermato il gigantesco tric trac nazionale. L’ha spento prima che esplodesse.
La momentanea rinuncia del partito che fu di Pier Luigi Bersani all’antiberlusconismo talebano e il provvisorio disarmo dell’anticomunismo berlusconiano hanno partorito il governo presieduto dal postdemocristiano Enrico Letta. E’ stato un parto cesareo. Il bisturi in mano ce l’aveva e ce l’ha Giorgio Napolitano che da vecchio combattente comunista ha imparato a riconoscere l’odore della rivolta.
Perciò ha recitato a tutti il mantraQui andiamo a picco tutti” finché i capponi hanno smesso di beccarsi a vicenda mentre sui loro colli andavano stringendosi le mani della gente incazzata.

Beppe Grillo è stato l’anticorpo giusto.
Altre volte, in un passato più o meno recente, il “sistema” (come nel Sessantotto chiamavamo l’intreccio di apparati del potere politico-economico) è stato sul punto di implodere. E tutte le volte un provvidenziale accadimento (un golpe, un attentato, una strage…) lo ha ricompattato sicché, accantonate per un attimo rivalità e lotte intestine, il sistema ha rinsaldato il proprio potere. Dopodiché, è ricominciato l’andazzo solito.

LA SPARATORIA
L’episodio dell’uomo che ha sparato ai carabinieri di guardia davanti Palazzo Chigi mentre al Quirinale il governo Letta stava giurando (badate bene, di domenica!) è arrivato al momento giusto. Al di là delle tragedie personali che meritano sempre rispetto, in sostanza la sparatoria ha convinto parecchi parlamentari indecisi a dare la fiducia al governo.
Letta ha detto alla Camera:
«Pensiamo alla vulnerabilità individuale che nel disagio e nel vuoto di speranze rischia, di tramutarsi in rabbia e in conflitto, come ci ricorda lo sconcertante fatto avvenuto ieri stesso dinanzi a Palazzo Chigi».
Le parole sono nette e il senso è chiaro: ritorna il mantraQui andiamo a picco tutti”.
Ma non è stato il solo riferimento al pericolo di un terremoto a fronte del quale lo tsunami del Grillo camperino (mi si passi l’azzardo linguistico) sarebbe parso una brezza primaverile.
Affinché tutti i capponi si rendessero conto della situazione reale, Letta ha ricordato:
«Con 11 milioni e mezzo di cittadini che hanno deciso di non votare, alle elezioni dello scorso febbraio, quello dell’astensione è risultato essere il primo partito. Non era mai accaduto prima: due milioni in più rispetto al 2008, quattro rispetto al 2006».

Non è abbastanza chiaro? Per sicurezza Letta aggiunge:
«Vent’anni di attacchi e delegittimazioni reciproche hanno eroso ogni capitale di fiducia nei rapporti tra i partiti e l’opinione pubblica, che è esausta, sempre più esausta, delle risse inconcludenti».

Il linguaggio è quello democristiano doc. La scelta delle parole è elemento essenziale del prodotto made in Piazza del Gesù. Non si dice “popolo in rivolta”, ma “opinione pubblica esausta”. Il diccì non ha bisogno di urlare. E’ come il prete che bisbiglia preghiere mentre ti brucia sul rogo per salvarti l’anima. I comunisti italiani hanno strillato per decenni nelle piazze ma è stato il crollo del muro di Berlino a farli arrivare a Palazzo Chigi e non gli slogan tipo “proletariato in marcia” e simili.
Ricordare “il capitale di fiducia eroso” è più che sufficiente a rappresentare il pericolo imminente.

LE BAIONETTE
Se non fossero arrivati gli otto milioni e passa di baionette pentastellate, i capponi avrebbero capito di star lì lì per finire in pentola?
O sarebbe stata necessaria l’ennesima strage?
E’ certo che la rivoluzione è in corso e che il governo Letta (qui sarebbe pleonastico citare i legami con Aspen Institute, Gruppo Bilderberg, Trilaterale etc.) ha il compito di mettere le cose a posto: smussare, ammorbidire, distribuire contentini e incalanare il fronte della protesta in un democratico confronto civile.

La Rivoluzione francese, più volte citata dal comico camperino per sottolineare che stavolta si fa senza ghigliottina, è evocata anche da Letta che, però, da buon diccì non la nomina, ma fa una proposta che è un peana al 1789.
Propone Letta:
«Al fine di sottrarre la discussione sulla riforma della Carta fondamentale alle fisiologiche contrapposizioni del dibattito contingente, sarebbe bene che il Parlamento adottasse le sue decisioni sulla base delle proposte formulate da una Convenzione, aperta alla partecipazione anche di autorevoli esperti non parlamentari e che parta dai risultati della attività parlamentare della scorsa legislatura e dalle conclusioni del Comitato di saggi istituito dal Presidente della Repubblica. La Convenzione deve poter avviare subito i propri lavori sulla base degli atti di indirizzo del Parlamento, in attesa che le procedure per un provvedimento Costituzionale possano compiersi».
«L’obiettivo complessivo – spiega Letta alla Camera plaudente – è quello di una riforma che riavvicini i cittadini alle istituzioni, rafforzando l’investitura popolare dell’esecutivo e migliorando efficienza ed efficacia del processo legislativo».

ROBESPIERRE
Ogni commento sarebbe inutile. La “Convenzione” fu l’assemblea creata dai rivoluzionari per dare una nuova Costituzione alla Francia decapitata della monarchia. Siccome i “saggi” dell’epoca non si decidevano a mettersi d’accordo, arrivò poi il “Comitato di salute pubblica” con annessi Robespierre e bagno di sangue. Hai visto mai che Letta ci abbia fatto un pensierino?
Mentre lo scrivo mi causa un po’ di sconforto la consapevolezza di essere passato dai Pensieri del presidente Mao ai pensierini del presidente Letta. Sic transit
Giuseppe Spezzaferro

Vedi anche

Shoah. Conte dice al Tempio: non ho paura del diverso

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta velocemente emergendo come protagonista. Della serie: tra i …

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close