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Marò, un caso di (in)giustizia italiana

Prima di rimettersi nelle mani indiane, i due marò sono stati interrogati al tribunale di Roma. Non ci posso credere ma sono indagati per omicidio volontario.
Come i magistrati amministrino la giustizia sarà per me sempre un mistero. La durata di un processo si accorcia o si allunga senza una ragione apparente. Un Pinco Pallo può essere processato e condannato in pochi anni oppure per decenni. Da cosa dipende? Dicono che la legge sia uguale per tutti, ma a me non pare proprio. Dicono che esiste la obbligatorietà dell’azione penale ma in realtà può succedere di tutto. Può perfino accadere che due indagati per omicidio volontario siano lasciati liberi di andarsene.

In Italia, si finisce in galera per resistenza al pubblico ufficiale, per interruzione di pubblico servizio o per aver mandato a quel paese un vigile urbano, eppure non si rinchiudono due indagati di omicidio volontario.
La vicenda è nota. Due fucilieri di marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono accusati dagli indiani di aver ucciso due pescatori e perciò messi in galera in attesa di giudizio. Per Natale, i due chiedono (e ottengono) il permesso di venire in Italia per trascorrere le feste in famiglia. L’India chiede (e ottiene) una cauzione milionaria e i due danno la loro parola di tornare passate le feste.

Avrebbe potuto un pm impedire loro di partire e farli arrestare con l’accusa di omicidio? Avrebbe potuto lo Stato dire al pm di farsi da parte? Sì, alla prima domanda. No, alla seconda.
Non v’è dubbio che sarebbe stata una vergogna nazionale se i due fucilieri non avessero rispettato l’impegno preso. Nessuno al mondo avrebbe creduto nella obbligatorietà dell’azione penale in Italia. Tutti avrebbero pensato al solito trucco all’italiana per non mantenere la parola data.

Dunque? A due indagati per omicidio volontario, il pm non toglie nemmeno il passaporto. Si limita a starli a sentire per cinque ore e arrivederci e grazie.
Onde evitare equivoci, dichiaro la mia soddisfazione per il fatto che i due marò siano rientrati in India. Al tempo stesso confermo che la giustizia in Italia è come il timone, dove la giri va.
Giuseppe Spezzaferro

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Un Commento

  1. Al posto loro rimarrei in India. P.s. non mi aspettavo che ritornassero, ottimo da parte dell’Italia, penso che l’india soddisfatta li libererà

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