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La denuncia di "Yesh Din"

Il gruppo israeliano per la difesa dei diritti umani “Yesh Din” ha pubblicato un rapporto sui risultati delle inchieste aperte su crimini commessi a danno di palestinesi. Yesh Din (Applicare la legge) è nato nell’aprile 2005 grazie a un gruppo di donne militanti in Machsom Watch (fra le quali Ruth Kedar e Dina Goor), alle quali si associarono anche degli uomini, convinte della necessità di attivarsi nella difesa legale dei palestinesi ogni qualvolta fossero attaccati dai coloni.

Yesh Din è assistito dall’avvocato Michael Sfard, titolare del più ferrato studio legale israeliano in diritti umani. Yesh Din ha denunciato che il 90% delle inchieste aperte dal 2000 dall’esercito israeliano su reati contro i palestinesi si sono chiuse senza incriminazioni. Secondo il rapporto, i reati includono “sparatorie illegali che hanno provocato la morte e il ferimento di civili, violenze e abusi, danni intenzionali a proprietà, saccheggio e corruzione”.

Il numero di inchieste lanciate dalla polizia militare sull’omicidio e il ferimento di civili non coinvolti in combattimenti, spiega il rapporto, “é basso specialmente se si considera il numero di vittime”. Le 239 inchieste aperte tra il settembre del 2000 e lo stesso mese del 2007, sottolinea “Applicare la legge”, hanno portato a solamente a 16 condanne, una percentuale di meno del 7%. “Il basso numero di inchieste aperte e di incriminazioni rivela la deroga da parte della Forza di Difesa israeliana al suo dovere di proteggere la popolazione palestinese dai reati commessi da soldati”: ha scritto in un comunicato Michael Sfard. E l’avvocato ha concluso: “Ciò porta inevitabilmente a un aumento del numero e della gravità dei reati commessi da loro”.

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