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E in India i contadini si suicidano

L’India (terza economia in Asia) registra un tasso di crescita del 9,3%, superando le previsioni che volevano una crescita intorno all’8,9%. Il trend dell’inflazione è +3,94%, inferiore di parecchio al 5% fissato dalla Banca centrale per l’anno in corso. La crisi dei mutui subprime americani incide poco perché l’India è meno esposta sul fronte degli export rispetto a Cina, Vietnam e Thailandia.

La Cina registra una crescita congiunturale dell’11,9%, la Cambogia ha un tasso di crescita del Pil al 13,4%, il Vietnam al 7,8%; la Malaysia al 5,5% e la Thailandia al 4,8. Sul piano meramente economico tanto di cappello a fronte di crescite così sostanziose (in Italia combattiamo per l’1-2%) ma i diritti dei lavoratori in quei Paesi sono praticamente inesistenti.

L’86% dei lavoratori indiani (395 milioni di persone) non ha alcun paracadute previdenziale e il 27% della popolazione sopravvive sotto la soglia di povertà. Continua ad imperversare la “tradizionale” piaga della miseria. Anzi, il boom ha messo anche in crisi l’agricoltura con un alto tasso di suicidi fra i contadini.

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