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Yona catturato in Italia

E’ finita in Italia, a Castelnuovo del Garda, vicino Verona, la fuga del magnate israeliano dell’edilizia Boaz Yona, ricercato da alcune settimane per bancarotta. Secondo il quotidiano israeliano “Haaretz”, Yona era scappato poche ore prima che fosse diffusa la notizia del collasso di “Heftsiba”, la società specializzata nella costruzione di case a basso costo per famiglie ortodosse in Cisgiordania. Era stato prima avvistato in un ristorante di Bucarest, ma gli inquirenti israeliani hanno seguito le sue tracce fino alla provincia di Verona intercettando il telefonino della moglie Tamar.

Il crollo di “Heftsiba” ha lasciato migliaia di famiglie senza una casa. Appartamenti negli insediamenti di Betar Ilit, Modiin Ilit e Maale Adumim, ma anche ad Har Homa, vicino Gerusalemme, e nell’area metropolitana di Tel Aviv non sono stati terminati anche se la società ha incassato consistenti anticipi dai quali, secondo l’accusa, Yona avrebbe distratto 15 milioni di dollari dirottati in conti all’estero. Già nel gennaio del 2006, la magistratura israeliana aveva messo i sigilli al cantiere per la costruzione di 1.500 unità abitative a Modiin Ilit perché costruite su terreni di proprietà di contadini palestinesi e perché la cubatura era il doppio del consentito. La società di Yona ha accumulato negli anni debiti per 200 milioni di dollari.

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