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Putin, il nemico di chi canta in chiesa

A febbraio tre ragazze punk, “armate” di chitarre elettriche e amplificatori, fanno irruzione nella cattedrale di S. Salvatore a Mosca e cantano una canzone (il cui testo integrale non sono riuscito a trovare) che in sostanza chiede alla Madonna di cacciare via Putin.
Ovviamente, vengono arrestate.
Niente di straordinario.
Immaginate se un gruppo di cantanti in cerca di pubblicità tentasse un’irruzione nella sinagoga o nella moschea a Roma. Ammesso e non concesso che gli riuscisse di entrare, l’arresto non sarebbe il danno peggiore.
Immaginate una spogliarellista che si esibisse in Piazza San Pietro durante la benedizione del Papa. Oppure, un clarinettista che invocasse davanti al Quirinale la morte del presidente Napolitano.

Lo showbiz ci ha da anni abituati alle più fantasiose performances pubblicitarie. Chi si esibisce in pubblico per averne l’applauso è molto raro che abbia dei residui di pudore.
In poche parole: l’artista (diciamo così) rischia anche la galera (poca, intendiamoci) pur di conquistare pubblico.

Le tre cantanti sono state condannate a due anni di galera per aver violato l’ordine pubblico, per aver insultato i fedeli, per odio religioso. La sentenza non ce l’ho e perciò non posso commentare più di tanto. Condannare o esaltare una sentenza che ancora non sia stata pubblicata attiene alla propaganda politica e non all’informazione.
Le tre ragazze sono diventate uno strumento in mano ai nemici di Putin. Si parla, infatti, di violazione dei diritti umani et similia.
A Kiev due femministe a seno nudo (le più che famose Femen) hanno segato una croce per solidarietà con le tre cantanti punk.
La croce era stata eretta nel centro della capitale ucraina su un monumento a memoria delle vittime dello stalinismo.
Anche le due di Kiev potrebbero essere accusate di teppismo per odio religioso. E anche per loro scatterebbe la solidarietà a difesa dei diritti umani violati.

Sono sempre stato favorevole all’autodeterminazione dei popoli e perciò non posso essere etichettato come nemico dei diritti umani.
Vorrei soltanto che gli stessi diritti, che si riconoscono alle femmine con zizze al vento che tagliano croci, venissero riconosciuti, chessòio, a un francese che negasse l’olocausto armeno.
Giuseppe Spezzaferro

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Un Commento

  1. Stefano Puccio

    In Russia nessuno se ne è fregato che queste hanno cantato anche contro Putin in chiesa, la gente è contro di loro, molti non riescono a capire perchè in “occidente” le si voglia difendere, perchè hanno insultato la loro religione e la gente si sente offesa.
    Tutte le persone con cui ho parlato dicevano che 2anni di condanna sono troppo pochi….
    Stefano dalla Siberia

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