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Blob fa la festa a Berlusconi. Si ricomincia

Gli amici di Silvio (e nemici dei giudici persecutori) denunciano che è ricominciata la giostra mediatico-giudiziaria non appena il tycoon di Arcore ha annunciato la propria ricandidatura.
I nemici di Berlusconi (e travagliati amici dei giudici crociati) smentiscono la coincidenza esibendo le fotocopie delle convocazioni e quant’altro a dimostrazione che il grande corruttore è stato invitato a colloquio dalle toghe prima che annunciasse l’ennesima discesa in campo.
Sta di fatto che Silvio Berlusconi ha nuovamente occupato le prime pagine dei giornali e l’agenda politica dei partiti.

Non sono un appassionato elefante apologeta delle vicende del Cavaliere, ma, vedendo Blob qualche sera fa, mi sono detto: si ricomincia.
I videoesorcisti di Raitre, infatti, s’erano proprio scatenati. Avevano messo insieme immagini evocative della malvagità berlusconiana, da Milano 2 a Ruby, lanciando un messaggio al limite del subliminale: “Attenti al diavolo”.
La corazzata del grande nemico eporediese ha ripreso a sparare bordate sul miliardario sciupafemmine e sui suoi amici e conoscenti, la gran parte dei quali sono anche suoi gregari di partito.
Le batterie dell’Ingegnere hanno dato il via ad un cannoneggiamento diffuso. La stampa embedded non s’è fatta pregare. Potrei portare decine di titoli a dimostrazione, ma non mi va di fare pubblicità.

Il fatto è che non c’è cronologia che tenga: il grande fronte antiberlusconiano è tutto un luccichio di baionette. Ciascuno sogna di passare alla storia come colui che infilzò il mafioso travestito da imprenditore.
Perché accade tutto ciò? Come mai cotanto accanimento? Sono tanti gli attori che calcano il palcoscenico del teatrino della politica e parecchi di loro recitano da prima che Berlusconi mettesse la calza e scendesse in campo, eppure l’occhio di bue da circa vent’anni è puntato su di lui.
Nemmeno gli uomini del Msi, che di tanto in tanto venivano minacciati di galera per ricostituzione del Partito nazionale fascista, erano stati fatti oggetto di campagne così dure e durature.
I compagni del Pci si scontravano in aula con i camerati del Msi, volavano insulti e qualche schiaffone, finché i commessi separavano i contendenti e la rissa si esauriva. I compagni del Pci, i camalli armati di ganci, impedirono a Genova un congresso missino. La “piazza”, come s’amava dire, fece cadere il governo Tambroni amico dei fascisti. Insomma, è inutile che mi metta a fare la lista. La lotta è stata aspra, ma nemmeno il fucilatore Almirante ha subito i contemporanei attacchi dell’Unità e apparati collegati, del Pci e degli intransigenti partigiani, dei giudici e della stampa estera (imbeccata, ovviamente)… nessuno, mai, ha avuto le attenzioni che sono riservate a Berlusconi.

Io me la spiego così: da una parte l’arcipelago di sinistra aveva bisogno di un collante e Berlusconi era, ed è, meglio dell’antifascismo (che un po’ aveva cominciato a stufare) e dall’altra Berlusconi è una specie di Gulliver fra i Lillipuziani e perciò fa paura.
Non v’ha dubbio che sia un capo e questo non va bene. In questa ipocrita democrazia italiana si può essere presidente, segretario, direttore, dirigente e perfino padrone, ma non capo.
Giuseppe Spezzaferro

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Un Commento

  1. Detto tutto come al solito in

    (…) e dall’altra Berlusconi è una specie di Gulliver fra i Lillipuziani e perciò fa paura. Non v’ha dubbio che sia un capo e questo non va bene. In questa ipocrita democrazia italiana si può essere presidente, segretario, direttore, dirigente e perfino padrone, ma non capo.

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